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| Andrea Egidi |
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- Nel Pd la misura è colma. Dall'esterno, dopo le vicende legate a Talete, il concetto è chiaro. Dall'interno, adesso lo certifica pure il presidente Andrea Egidi.
Che dopo la conferenza stampa e alcune dichiarazioni, non non ci va giù leggero, nei confronti di Angelo Allegrini. Segretario provinciale del suo partito.
“La misura è colma – osserva Egidi – è stato superato ogni limite. Un segretario di partito non può perseverare, portando avanti così la discussione, offrendo versioni parziali e utilizzando affermazioni gravi, per le quali si dovrebbe vergognare”. A Egidi non è andata giù qualche uscita nei confronti dell'ingegner Curti, candidato dell'area Sposetti – Parroncini , alla presidenza Talete. Futuro pubblico o privato dell'acqua?
“Gettare ombre su una figura seria e per bene, che nemmeno conosce è inaccettabile. Probabilmente è stato consigliato male da qualcuno. Il segretario deve rendersi conto che è il protagonista effettivo di tutta questa situazione”.
In che modo? “La vicenda ha degenerato dal punto di vista della democrazia interna al partito, quando Allegrini si è preso il lusso di presentare un nome (quello di Bonori), che ha raccolto il dieci per cento dei consensi tra i sindaci. Lunedì scorso ha scavato un solco profondo.
Un segretario serio, quando si trova in queste situazioni, sceglie l'ipotesi più larga. La storia del partito è costellata da scelte a maggioranza. E le voglio ricordare ad Allegrini, dalle due liste per le provinciali, alla rottura nel centro sinistra sulla candidatura per il presidente della Provincia. Non ultimo, la sostituzione del responsabile organizzativo, reo di avere sfidato alle elezioni Manglaviti”.
Ma in conferenza stampa, Allegrini ha presentato elenchi da cui appariva come il candidato che i sindaci preferivano era Stefano Bonori.
“Io ero rimasto per la soluzione di trovare una figura d'alto profilo. Un tecnico. Invece il segretario ha cambiato idea. Sul profilo alto c'è una maggiorana larga nel gruppo dirigente ristretto del partito e tra i sindaci. In undici, il 23%, su un totale del 33% di sindaci Pd in Talete hanno scelto Curti.
Se non ne vuole prendere atto, Allegrini convochi il gruppo dirigente e se ne discute. Invece, prima in conferenza stampa si fa bello annunciando che avrebbe convocato la direzione provinciale, poi, su richiesta, si rifiuta di farlo”.
Un bel caos. “Il 9 si va all'assemblea Ato con un nome. E se il segretario pensa di arrivarci proseguendo questa manfrina, ha capito male. Bonori era un nome di minoranza e lo sapeva. Ora il segretario dà lezioni di morale o carica su altri la responsabilità di un'eventuale perdita della presidenza al Pd.
Questo non è la Margherita. E' il Partito democratico. Non è il loro giardino e io non sono il loro usciere”. Adesso Egidi lo ha detto.
“Sono rimasto in silenzio pur avendo letto di tutto – conclude – dopo la conferenza stampa di lunedì, zitto quando è stato messo in mezzo Panunzi a sproposito, un dirigente che ha raccolto 10mila voti alle regionali, in silenzio anche dopo che lunedì scorso mi ha cacciato dalla stanza in cui stava discutendo sul nome da presentare.
Adesso basta. Il Pd non è casa sua. E' anche casa sua, ma è anche la mia. Ci sono pure gli altri”.
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