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Regione - Il consigliere Battistoni illustra come si trasformerà la sanità nella Tuscia
I piccoli ospedali? Un rischio per i pazienti
Viterbo - 31 luglio 2010 - ore 15,15

Il consigliere regionale Francesco Battistoni
- "I cittadini non solo devono essere informati, ma devono essere informati bene”.

Lo dichiara il consigliere regionale Francesco Battistoni. “Questioni delicate come la salute non possono assumere toni propagandistici, ma andrebbero discusse nelle sedi opportune, magari collaborando e ragionando sulle migliori soluzioni.

Ad ogni modo – continua – visto il clima di allarme generato, proverò a fare chiarezza”.

Tre le direttrici per la sanità del viterbese, spiega il consigliere: il potenziamento e la riqualificazione dell’ospedale di Belcolle, la ridefinizione di punti nascita sulla base della domanda/offerta; la rimodulazione dell’offerta in provincia, con l’attivazione di moderne forme di assistenza adeguate alle esigenze “di prossimità” del cittadino.

“I nuovi decreti commissariali – prosegue Battistoni - puntano, infatti, a definire elementi operativi e concreti, nell’indispensabile percorso di cambiamento della sanità Viterbese”.

“È provato che presidi con bassi volumi generano sia un elevato rapporto costo/prodotto che situazioni di rischio per la sicurezza del paziente. Da questo dato oggettivo – dice Battistoni – scaturisce la consapevolezza che all’aumentare dei volumi delle prestazioni si accompagna abitualmente un miglioramento dell’efficacia dell’assistenza e la possibilità di attuare economie di scala”.

Nello specifico, l’ospedale di Montefiascone svolge attività nelle specialità di cardiologia e geriatria con bassi volumi di ricovero: “Appare dunque razionale – continua Battistoni - trasformarlo in un presidio territoriale, garantendo di fatto la stessa sicurezza e maggior qualità complessiva delle stesse prestazioni al cittadino”.

Analoga situazione si riscontra all’ospedale di Ronciglione per il quale è peraltro previsto un percorso di tutela delle attività ematologiche a oggi assicurate.

Il consigliere regionale sottoninea inoltre che “gli interventi di delocalizzazione delle attività per acuti comportano che la relativa offerta venga trasferita e non disattivata: non si prevede perciò una riduzione dei posti letto nel complesso della provincia in relazione allo standard di riferimento nazionale”.

Alla variazione di offerta ospedaliera, si accompagnerà necessariamente una complessiva riorganizzazione dell’offerta distrettuale che garantirà di assicurare risposte alla domanda di assistenza sanitaria. In che modo? “Attraverso lo sviluppo in questi presidi di attività territoriali qualificate – afferma Battistoni - con un’offerta ambulatoriale che corrisponda alle effettive necessità della popolazione, gestibile in sicurezza e in efficienza. Verrà inoltre potenziata l’offerta di emergenza territoriale attraverso l’attivazione di punti di primo soccorso”.

Per ciò che attiene i punti nascita, il basso numero di parti negli ospedali di Tarquinia e Civita Castellana, insieme alla forte migrazione delle partorienti verso i plessi di Civitavecchia e Viterbo, inducono a rafforzare quegli ospedali che già sono punto di riferimento per i cittadini.

Relativamente alle reti assistenziali, si sta delineando un significativo rilancio dell’ospedale Belcolle di Viterbo. “Un intervento che consentirà di sviluppare le competenze specialistiche, le dotazioni tecnologiche locali e di ridurre al minimo la migrazione dei pazienti verso gli ospedali della Capitale. Detto ciò – conclude Battistoni – credo che i cittadini abbiano a oggi le informazioni necessarie per valutare oggettivamente il piano di rientro adottato dall’amministrazione Polverini, conoscendo bene sia la necessità di razionalizzare le risorse che la richiesta sanitaria del territorio”.


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