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Orte - Interviene il Pd locale
"La Tuscia non ha bisogno di centrali nucleari"
Viterbo - 27 gennaio 2010 - ore 16,15

Una centrale nucleare
Riceviamo e pubblichiamo - Da diversi giorni ormai il dibattito sul nucleare nella Provincia di Viterbo e nella Regione Lazio sta destando forti preoccupazioni nelle comunità locali.

Il governo Berlusconi è intenzionato ad avviare un piano per il nucleare in Italia, contenuto nella cosiddetta “legge sviluppo” ma, in modo furbesco, per paura di perdere consensi in vista delle elezioni regionali, nasconde la lista dei siti per la realizzazione degli impianti ingannando i cittadini.

Durante il question time di martedì alla Camera l’esecutivo si è rifiutato di indicare l’elenco dei siti nucleari ma non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita a suo tempo dal Cnen che prevede ben due centrali solo nel Lazio: una nella zona costiera di Montalto di Castro e l’altra nell'area di confluenza tra Tevere e Nera tra Orte e Magliano Sabina.

Vale la pena ricordare che sia la Regione Lazio che la Provincia di Viterbo si sono chiaramente espresse contro l’utilizzo dell’energia nucleare. Inoltre ben 15 regioni su 20 hanno firmato un documento con il quale prendono le distanze dalla scelta del governo di puntare sul nucleare.

L'assessore regionale all’ambiente, Filiberto Zaratti, a tal proposito dichiara: "La Regione Lazio si è pronunciata più volte in maniera netta contro la realizzazione di centrali nucleari sul proprio territorio: sono inutili e pericolose.”

La notizia dell’individuazione di Orte come sito appetibile per la costruzione di un impianto nucleare ha destato in noi forti preoccupazioni, derivanti in primo luogo dal grande rischio ambientale che una scelta di questo genere comporterebbe.

Ribadiamo, in questa sede, la nostra totale contrarietà all’utilizzo dell’energia nucleare: la soluzione del problema energetico non passa attraverso il ritorno al nucleare, caratterizzato da costi e tempi di realizzazione elevati e da gravi problemi per lo smaltimento delle scorie radioattive, ma è strettamente connessa agli investimenti nelle energie rinnovabili, nell’innovazione tecnologica, nel risparmio e nell’efficienza energetica.

Su temi di questa rilevanza avremmo voluto registrare ampia convergenza con tutto il consiglio comunale. Ci preoccupano invece, a tal proposito, le dichiarazioni del sindaco Primieri che invece di affermare con forza la sua contrarietà a tale tecnologia, si è limitato ad asserire: “...C’è un problema oggettivo di spazio di realizzazione della suddetta centrale, per questo non crediamo che sia possibile che quella zona sia stata nuovamente individuata come papabile dal governo...”.

Invitiamo pertanto il primo cittadino di Orte ad assumere una posizione chiara sull’argomento e ad abbandonare atteggiamenti sfuggenti che non aiutano una discussione seria sul tema.

Scegliere il nucleare, energia inquinante e ad alto impatto ambientale, peraltro utilizzando tecnologie già vecchie, significherebbe tornare indietro di decenni, cancellare la volontà del popolo italiano che attraverso il referendum del 1987 ha bocciato tale ipotesi e mettere a serio rischio l’integrità del patrimonio naturale italiano.

Riteniamo la scelta del governo irresponsabile, prevaricante e sbagliata. Il principio dell’autodeterminazione dei territori è elemento caratterizzante della democrazia: non permetteremo lo stravolgimento della vocazione turistica, ambientalista e agricola della nostra Provincia.

La comunità ortana, la Tuscia e l’Italia non hanno bisogno di centrali nucleari: come gruppo consiliare di centrosinistra ci opporremo con decisione a qualsiasi tentativo in questo senso per quanto di nostra competenza. La natura e la tutela del territorio sono e saranno sempre punti cardine del nostro operare. Per questo contrasteremo sempre, come in questo caso, scelte che mettono a rischio la salute e l’integrità della nostra comunità.

Chiederemo, nel breve periodo, la convocazione della commissione competente e del consiglio comunale per discutere dettagliatamente del tema, puntando a un’ampia convergenza con le altre forze politiche presenti sul territorio.

Angelo Zeppa
Gianrenato Nori
Giuseppe Picchiarelli
Stefano Calcagnini

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