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Lettere - Scrive Danilo Nuccetelli, chirurgo di Roma
La morte di Sara Pelosi probabilmente si poteva evitare
Viterbo - 25 gennaio 2010 - ore 4,10

Sara Pelosi
Riceviamo e pubblichiamo - La morte di Sara Pelosi mi ha profondamente colpito perché simile a decine, centinaia, forse migliaia di altre morti evitabili che ogni anno in Italia sopraggiungono dopo un taglio cesareo o un intervento chirurgico anche banale per mancata o inadeguata profilassi del tromboembolismo venoso.

Credo quasi con certezza che la ragazza sia morta di embolia polmonare massiva. Se le cose stanno così è perché non è stata sottoposta ad adeguata profilassi del tromboembolismo venoso.

Tutti gli interventi chirurgici, compreso il taglio cesareo, sono a rischio per questa temibile complicanza la cui espressione più grave è appunto l'embolia polmonare massiva.

Da almeno trenta anni si conoscono mezzi di prevenzione che praticamente azzerano questo rischio. Consistono nella somministrazione di eparine a basso peso molecolare il giorno prima dell'intervento e dopo per almeno una settimana, nel fare indossare al paziente durante l'intervento calze elastiche antitrombo, nell'uso di gambali a compressione intermittente, nella mobilizzazione precoce e nei casi a rischio elevatissimo nel posizionamento di filtri cavali.

La comunità scientifica da anni ha convenuto che il primo passo per fare correttamente la profilassi è quello di disporre di un documento scritto che ogni reparto di ogni ospedale deve redigere per esplicitare la propria strategia in questo campo.

La Regione Lazio, con un ritardo comune a gran parte del Paese, tre anni fa, con il contributo di un comitato di esperti del quale ho fatto parte, ha emanato delle linee guida in proposito.

Quello che bisognerebbe domandare alla direzione sanitaria dell'Ospedale di Viterbo è prima di tutto se hanno disposto la redazione del documento interno esplicativo delle strategie di prevenzione del tev e in particolare se e quale profilassi è stata somministrata alla povera Sara Pelosi che probabilmente, da quello che posso intuire dalle foto, oltre a quello della gravidanza e del taglio cesareo, aveva il fattore di rischio aggiuntivo della obesità.

Danilo Nuccetelli
Medico chirurgo, membro del Gruppo di lavoro per le linee guida sul Tev dell'Asp Lazio

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