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Il sindaco Giulio Marini
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- La matematica non è un'opinione, la politica sì. Meglio andare sul sicuro e affidarsi alla prima per risolvere i problemi in Provincia.
E' solo una questione di numeri. Lo dice il sindaco Marini, quindi ci si può contare.
“Come si risolve questa situazione? - dice – è più matematica che politica. Quanti posti ci sono grazie alla nuova legge? Sette più il presidente del consiglio. Sei sono stati occupati, ne rimane uno, quello da assegnare”.
Ne servirebbero due di assessorati. “Ci sono tante possibilità – continua – senza fare nomi, si può togliere una delega a uno, piuttosto che a un altro”.
Si parlava di Fattorini, da spostare in Comune.
“Si può anche agire con l'Udc o altri”. Insomma. Si può fare di tutto. Meroi vorrebbe che l'operazione politica riguardasse pure palazzo dei Priori.
“Sono due cose diverse – precisa Marini – due enti a se stanti. Ognuno va per la sua strada. In Comune c'è da riassegnare la delega lasciata dal presidente della Provincia. Non è un rimpasto”.
Ma l'ala ex An del Pdl avanza richieste. Il Comune non è escluso. “Mi rendo conto, ma ci vuole una certa responsabilità. Se i cittadini ci hanno votato, è per governare. Guardano a questo, non a chi fa cosa”.
Sta di fatto che lunedì il consiglio è saltato. Un segnale. “Bene, ma quale? Che significa? Non sono venuti in nove, per ottenere cosa”. Si dice perché contrari a Gabriela Grassini vice sindaco. “Nessuno ha mai detto noi non la vogliamo. Poi si fa mancare il numero legale. Non capisco questo comportamento. Si fa prima a dire non la voglio. Si parla”.
Insomma, una rivisitazione della giunta non è all'ordine del giorno.
“Con i tempi necessari cercherò di trovare soluzioni per una verifica programmatica e assetto di fine consigliatura. Questo è necessario. Fare il punto su quanto fatto e quanto da fare". Quindi non subito. "Il Comune non è una camera di compensazione.
Si faranno scelte che dovremo spiegare alla città, ai cittadini”.
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