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Viterbo - Lo propone la consigliera Pd Linda Natalini
Un fondo per la formazione delle Tagesmutter
Viterbo - 30 aprile 2010 - ore 17,30

Riceviamo e pubblichiamo - Il tasso di occupazione femminile in Italia è più basso di 12 punti percentuali rispetto agli obiettivi fissati a Lisbona per il 2010; situazione analoga, anche più grave, a seconda delle fasce di età considerate, si verifica nel nostro territorio.

Nel programma di azioni per l’inclusione delle donne nel mercato del lavoro, programma congiunto del Ministero del Lavoro, della salute e delle Politiche sociali e delle Pari Opportunità (Italia 2020) si riconosce la necessità di favorire buone pratiche che sostengano l’impegno delle lavoratrici madri , come azione positiva per aumentare il tasso di occupazione femminile nel nostro Paese.

Risulta inoltre che la criticità maggiore nell’ingresso nel mondo del lavoro (Rapporto Cnel sul mercato del lavoro 2008-2009) si registra nelle età al di sotto dei 25 anni e al di sopra dei 55, in rapporto, da una parte alla difficile conciliazione famigliare, e, dall’altra, alla difficoltà di essere ricollocate nel mondo del lavoro per chi perde l’occupazione in età matura.

Per rispondere a queste esigenze, per incrociare i bisogni delle donne più giovani che hanno difficoltà a conservare il posto di lavoro o a trovarlo perché è sempre più difficile conciliare il lavoro con l’accudimento dei figli, con quelli delle donne più anziane che trovano ostacoli all’inserimento tardivo od al reinserimento nel mondo del lavoro, ho presentato un emendamento al Bilancio di previsione 2010 per istituire un fondo per la formazione delle “Tagesmutter”.

Secondo la definizione di Wikipedia con "Tagesmutter" si definisce una figura professionale generalmente di sesso femminile con funzioni di assistente domiciliare all'infanzia, che svolge presso il proprio domicilio. Deriva dal tedesco "tagesmutter", "mamma di giorno", e si ispira ad un modello di assistenza infantile nato e diffusosi negli anni 60 nei paesi dell'Europa del nord.

Tende a sopperire le carenze dell'assistenza infantile statale, garantendo la personalizzazione del servizio e flessibilità di orario, assistenza saltuaria, ecc. Può accogliere a casa propria sino ad un massimo di 6 bambini, compresi i propri figli, da 3 mesi a 3 anni .

A mio parere, anche in considerazione di esperienze italiane, maggiormente concentrate a Nord, la diffusione di questa metodica di assistenza all’infanzia potrebbe garantire un servizio che si aggiunge a quello offerto dagli asili nido, con caratteristiche di flessibilità d’orario , utile per tutte le mamme con orario di lavoro variabile , con contratti part-time o che, comunque hanno l’esigenza di affidare i propri figli per un numero limitato di ore.

Il capitolo di bilancio da cui le risorse necessarie andrebbero prelevate è quello che serve a pagare le spese legali per liti e controversie del Comune; in buona sostanza: litigate di meno e date più servizi alle cittadine!

Linda Natalini
Consigliere Comunale Pd



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