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- Nato nel 1993 da una separazione da quello 6+6 il gruppo Barbarossa (bozzettista 2010 Silvia Marignoli), ha vissuto la propria personalissima apoteosi nel 2000.
Arriva infatti per i colori giallo-viola un inaspettato primo posto. Con il “capolavoro-pugnalone” di Marcello Morleschi, incentrato sull’invocazione della Santissima Vergine al popolo aquesiano di ribellarsi al tiranno e quindi liberarsi dalle catene della schiavitù.
Aridissimi di soddisfazioni gli altri nove anni del nuovo secolo. Con piazzamenti di poca rilevanza che non hanno assolutamente intaccato lo spirito di artisti giovani, rampanti e di qualità come lo stesso Morleschi, Cinzia Allegretti, Luciana Palla, Maria Luigia Cerica, Giuliano Mancini, Vanessa Dottarelli, Giampaolo Zucca. Che hanno dato ricchezza espressiva al gruppo. Sia con immagini che idee.
Partendo dal miracolo della luce per poi svilupparsi nella preghiera come atto d’amore che fiorisce, nella mente che solo uscendo dal passato può sperimentare la libertà, nelle frasi piene di serenità estrapolate dalla bibliografia del pastore evangelico statunitense Reinhold Niebhur, nella necessità di distruggere le sbarre dell’ignoranza e del pregiudizio, nel cercare la libertà annientando il desiderio di denaro e la schiavizzazione sessuale, nella libertà come vero e proprio primo diritto all’esistenza, nel candore, ingenuità e purezza di una bambina bagliore di speranza per il futuro, nel miracolo dei fiori che sconfiggono un mondo in preda alla desertificazione, alla tristezza, alla desolazione ed al dolore.
Per arrivare infine all’”imput” lanciato lo scorso anno: “Vieni o Immacolata a regalare la luce in questi momenti duri”.
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