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- Forse Viterbo non si merita i grandi artisti ai quali ha dato i natali.
Basta guardare come sono ridotte le due sculture in bronzo di piazza del Sacrario e di piazza della Repubblica per rendersene conto.
Tutt'e due sono piene di scritte, scarabocchi e disegni. Ce n'è per tutti i gusti: dalle frasi d'amore agli insulti, fino alle riproduzioni di falli e altre immagini "porno".
Il risveglio d'Europa del maestro Alessio Paternesi è ormai irriconoscibile. Su tutta la scultura ci sono tratti di vernice blu e scritte con pennarelli di tutti i colori.
Stessa sorte, o quasi, per il monumento ai Facchini di piazza della Repubblica. Anche qui non mancano gli scarabocchi, i disegnini e le scritte. La scultura vera e propria e il piedistallo sul quale è appoggiata sono tempestati di messaggi ormai indelebili.
Insomma i monumenti di Viterbo non riescono a durare più di qualche mese prima di essere rovinati e maltrattati.
Tornando al Sacrario, proprio vicino alla scultura di Paternesi, c'è una piccola fontana. Una specie di minuscolo laghetto artificiale nel quale fino a qualche anno fa nuotavano i pesci rossi. Che fine ha fatto l'acqua? Non c'è più. La vasca è completamente asciutta e, spesso, piena di immondizia.
Di chi e la colpa? Sicuramente la responsabilità maggiore è dei cittadini incivili che sporcano e rovinano le bellezze della città. Ma se nessuno interviene, almeno periodicamente, a ripulire dove necessario, è difficile che le cose cambino da sole.
A proposito ma non era Marini che per far pulizia nel centro aveva proibito perfino mangiare un panino...
E invece imbrattare con vernice e pennarelli due monumenti di uno dei più importanti scultori del Novecento si può?
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