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Riceviamo e pubblichiamo - Come spesso accade, la politica ha delle dinamiche talmente strane, che finiscono per renderla incomprensibile ai più.
Quanto emerso dal primo consiglio provinciale, ne è riprova evidente, poiché l'attenzione degli osservatori, anziché soffermarsi sulle profonde spaccature del centrodestra, si è concentrata sulla giusta iniziativa di Federico Grattarola, di porre preliminarmente all'attenzione del consiglio provinciale, la questione della illegittima esclusione di Gemini Ciancolini.
Chi ha ritenuto che così si sia evitato al centro-destra a giustificare un rinvio, sbaglia, perché è assolutamente chiaro che il rinvio trova sola ed unica motivazione nella incapacità di superare la lotta interna al Pdl fra le varie correnti, che reclamano posti di comando.
Così, ad un mese dalle elezioni, la giunta non è stata ancora completata, non si è ancora individuato il presidente del consiglio provinciale, ed apprendiamo oggi (ahimè!) che, secondo il presidente Meroi, la risoluzione degli appetiti personali, o di corrente, che bloccano la Provincia, dovrebbero trovare soluzione attraverso una redistribuzione delle deleghe al Comune di Viterbo, con l'effetto di rallentare ulteriormente la già lenta attività amministrativa.
Di fronte a questa situazione di totale paralisi dell'azione politico -amministrativa, l'avere sollevato la questione della esclusione di Ciancolini dal consiglio provinciale, non può essere assunta a pretesto del rinvio della seduta, che è invece chiaro indice della lacerazione e della lotta interna alla maggioranza.
Ci auguriamo che dopo avere occupato tutte le poltrone, il centro-destra inizi anche ad occuparsi dell'Amministrazione della Provincia.
Pierluigi Bianchi
Direzione Pd Viterbo
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