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Provincia - Il presidente Meroi bacchetta Marini
Andava sistemato subito il Comune
di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - 29 aprile 2010 - ore 2,00

Marcello Meroi
- La matassa in Provincia resta parecchio intricata, ma il presidente Marcello Meroi è ottimista. Tutto si può risolvere.

“Agendo con responsabilità – spiega - una soluzione politica è certamente possibile”.

C'è un'area politica riconducibile all'ex An in subbuglio, ci sono cinque consiglieri che chiedono due assessorati. Mica facile. Anche perché resta solo una delega da assegnare. Chi deve fare cosa?

“Il problema è del presidente – osserva Meroi - ma anche della politica. Chi individua il sottoscritto come un soggetto che possa risolvere la situazione, sbaglia.

La soluzione, se c'è un problema politico, si trova attraverso gli organi politici. Il mio contributo conta, ma deve esserci l'apporto di tutto il Pdl a cominciare dal presidente. Poi non nascondiamoci dietro un dito, la situazione in Provincia coinvolge direttamente anche il riequilibrio in Comune”.

Restando a palazzo Gentili, tra le possibili soluzioni circola quella di nominare assessore Massimo Fattorini in Comune, lasciando il posto libero in Provincia. Una via piuttosto impervia.

“Non so quali soluzioni si prospettano, ma ci sono - sostiene Meroi -. C'è la volontà di tutti per arrivare alla definizione dei diversi aspetti. Sono certo che il problema non è andare a ricoprire una o più posizioni. Non è un gioco di numeri. Ci sono rapporti interni da chiarire.

Lo ripeterò fino allo sfinimento: si fa un'operazione politica importante, se si risolve anche la vicenda in Comune.

Se la rivisitazione fosse stata fatta contestualmente alla Provincia, oggi non ci sarebbero problemi”.

Al primo consiglio siete stati anche fortunati. L'opposizione vi ha dato una mano nel sospendere la seduta.

“Abbiamo aderito a un'eccezione posta da un autorevole esponente. Il fatto che a breve il Tar si esprimerà sulla composizione del consiglio provinciale, ci ha spinto a rinviare. Il pronunciamento del tribunale è fissato per il sei maggio.

Ma nella seduta è successo anche dell'altro. Per la prima volta negli ultimi quindici anni, l'amministrazione si è mostrata disponibile nei rapporti con l'opposizione, accordando la vicepresidenza del consiglio. La trovo una scelta di rilievo che è passata in secondo piano”.

Non sarà stata una mossa strategica, magari per avere un aiutino se ci dovessero essere problemi per eleggere Camilli presidente?

“Non è stata una furbata – conclude Meroi – i numeri la maggioranza li deve avere. A poco servirebbe nominare il presidente del consiglio, se quando si devono prendere decisioni, i numeri non ci sono”.


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