:::::
   
Logo TusciaWeb Tutto low cost
Archivi | Mailing | Contatti | Primo | Provincia | Roma Nord | Lazio | Sport | Flash | Forum |Dossier | Corriere2000|
Tutto viaggi


Viterbo - La protesta dei dipendenti dell'Ortoetruria di Carbognano in piazza del Comune
"Lasciateci lavorare"
Viterbo - 29 aprile 2010 - ore 13,00


- “Ridateci il posto di lavoro. Lasciateci lavorare”.

E' questo l'appello lanciato dai dipendenti dell'Ortoetruria alimentari di Carbognano e dai rappresentanti sindacali che questa mattina si sono ritrovati in piazza del Comune a Viterbo per protestare contro la situazione che si è venuta a creare nella zona industriale del paese.

Circa otto mesi fa, secondo i sindacati, il sindaco di Carbognano avrebbe emesso un'ordinanza di distacco dalle fogne comunali, di fatto impedendo all'azienda di continuare a produrre e costringendola a mettere i propri dipendenti in cassa integrazione.

In piazza, questa mattina, accanto a tre camion con la scritta "Lasciateci lavorare", c'erano circa venti persone con bandiere, megafoni e magliette di protesta. I lavoratori erano appostati sotto l'ufficio del prefetto Carmelo Aronica perché volevano chiedergli un suo intervento, sensibilizzandolo al problema.

“Non ci permettono più di lavorare – afferma Andrea Tizzi, che si occupa del ramo commerciale dell'azienda -. Nella zona industriale sono ormai mesi che non funziona il depuratore e questo ci impedisce di produrre.

Ora siamo fermi – spiega –, fondamentalmente perché il Comune e le istituzioni non si decidono a sistemare il depuratore ed è per questo che una parte dei dipendenti dell'azienda si trova in cassa integrazione. Non sappiamo davvero cosa fare.

Non ci spieghiamo il mancato intervento delle istituzioni – conclude Tizzi –. La soluzione è semplice, basterebbe aggiustare il depuratore anche perché la cassa integrazione costa allo Stato 250 mila euro, mentre sistemare l'impianto comporterebbe una spesa di 80 mila euro. Tutto ciò ci mette in grande difficoltà, perché siamo costretti a comprare i prodotti invece di produrli, rendendoci poco competitivi sul mercato. Oggi siamo qui a piazza del Plebiscito per chiedere al prefetto un suo immediato intervento”.


Copyright 2010 TusciaWeb - Chi siamo

Condividi