Riceviamo e pubblichiamo - L’Italia dei Valori di Viterbo e Provincia anticipa alla stampa quanto andrà a sottoporre attraverso una interrogazione con risposta scritta al Presidente della Provincia Meroi al primo Consiglio Provinciale utile entro il mese di settembre.
La questione è semplice e al tempo stesso molto complicata. Anzi, ambigua.
Essendo presenti come forza politica dal mese di marzo di quest’anno presso l’Amministrazione Provinciale ci siamo domandati se non fosse opportuno approfondire una materia che non solo interessa i cittadini contribuenti, ma riguarda un tema che riteniamo di assoluta priorità: la correttezza di informazione da parte dei nostri politici verso i viterbesi tutti. Il tema in oggetto è la gestione del servizio idrico attraverso le partecipate a capitale pubblico, cioè pagate con i soldi di tutti noi.
Sapendo che in queste settimane si stanno decidendo le sorti formali dei vertici della Talete, abbiamo voluto approfondire il tema nella sostanza, partendo da un aspetto non secondario: i Bilanci.
Già, perché secondo le regole del gioco, la Talete dovrebbe incorporare a breve tutte le appendici che ad oggi ancora sopravvivono con una propria carcassa: Robur, Siit e Cobalb. A metterci la pulce nell’orecchio è stato il fatto che poco più di un mese fa sia stato annunciato dalla Provincia che “per un atto tecnico legato al bilancio di Robur” ad essere interessate da questo passaggio saranno solo Talete, Siit e Cobalb.
Ci siamo chiesti: perché? Ecco che nel silenzio di tutte le altre compagini politiche viterbesi, l’Italia dei Valori ha richiesto il Bilancio della Robur s.p.a., depositato nel giugno 2010 e trasmesso ad inizio agosto alla Provincia, in quanto azionista al 25% della Robur stessa (al 75% è del Comune di Viterbo).
La sorpresa, numeri e documenti alla mano, non è stata poca. Anzi. La situazione, cari signori è molto grave. Tanto da indurci non solo ad una prossima interrogazione al Presidente Meroi, ma anche ad anticipare che sarà nostra cura inoltrare la risposta alla Corte dei Conti e che la questione sarà oggetto di una parallela mozione con la quale l’Italia dei Valori di Viterbo e Provincia chiederà l’intervento di una Società di Revisione esterna, proprio come ottemperato pochi mesi fa dal Presidente della Regione Lazio Polverini.
Le domande che l’Idv accluderà nell’interrogazione al Presidente Meroi sono le seguenti:
1)Perché la società Robur s.p.a. dal 2007 ancora non ha concluso la fase di liquidazione?
2)Come è possibile che una società in liquidazione da più esercizi abbia una perdita di esercizio 2009 pari ad oltre un milione di euro?
3)Esiste un Bilancio di liquidazione ed una stima degli oneri di liquidazione a carico dell’Ente Provinciale?
4)E se, come detto nella Nota integrativa al Bilancio 2009, “il risultato negativo del presente Bilancio è fortemente caratterizzato dai costi fissi di gestione”, l’Ente Provinciale deve valutare i risultati negli anni di una liquidazione che non ha prodotto pressoché nulla in termini concreti di riscossione di crediti e pagamento di debiti?
5)Perché soltanto i nuovi liquidatori (nominati a maggio 2010), a distanza di 3 anni dall’inizio della liquidazione, ritengono necessario svalutare per ben 400.000€ i crediti presenti nel Bilancio della società?
6)Perché i nuovi liquidatori operano una rettifica dei costi capitalizzati nei precedenti esercizi?
7)Perché i nuovi liquidatori non ritengono corretto l’operato dei precedenti liquidatori in merito alle partite creditorie della Robur s.p.a. verso Talete?
8)Perché il Presidente della Provincia si è dichiarato favorevole all’ipotesi di tenere fuori in un primo momento la Robur s.p.a. dalla fusione delle società che gestiscono l’idrico nella provincia di Viterbo, dato che la Robur s.p.a. dal 2007 ha trasferito il servizio alla Talete e che sia l’Ato che la Regione Lazio hanno già approvato il progetto di riunione di tutte e quattro le società di gestione dell’idrico?
Pare evidente che se il problema è il mancato accordo Robur-Talete sul valore da assegnare alla Robur, tirare fuori la Robur dalla fusione perché “oggi” sono emerse situazioni che evidentemente diminuiscono un ipotetico valore della Robur stessa, appare un atto senza giustificazione funzionale e, probabilmente, illegittimo rispetto alla decisione della Regione Lazio e dell’Ato.
L’Amministrazione Provinciale deve operare con lo scopo di salvaguardare gli interessi dei cittadini (contribuenti) dovendo avere come principio informatore della propria attività i viterbesi e le indicazioni dell’Ato e della Regione, che hanno già approvato (e la Regione finanziato!) il progetto di riunione di “tutte” le società di gestione del servizio idrico.
A corollario di quanto finora argomentato, per chiarire ulteriormente la situazione del comparto idrico, è importante avere informazioni anche sulla questione del passaggio del servizio da Siit a Talete. E cioè:
1)Quando è stato discusso ed approvato in Consiglio Provinciale tale argomento, ai sensi dell’art.42, co.2, lett.g, del Testo Unico degli Enti Locali?
2)I dipendenti Siit sono passati alla Talete in analogia alla disciplina per la cessione di azienda, ma ciò è compatibile con il modello organizzativo approvato dal Piano d’ambito?
3)Perché Siit deve restare in vita e perché la Provincia deve mantenere la partecipazione, non essendo più la società concessionaria del servizio?
L’Italia dei Valori di Viterbo e Provincia ritiene sia fondamentale che venga fatta chiarezza in modo assoluto su una vicenda che ci allarma come cittadini, come viterbesi e come contribuenti. Una questione che riteniamo tanto grave da dover essere sottoposta agli organi competenti e alla cittadinanza.
Antonio Micci – Coordinatore Provinciale Idv
Giuseppe Anelli – Coordinatore Idv Città di Viterbo
Raffaele Saladino – Consigliere Provinciale Idv
Giovanni Francola – Consigliere Provinciale Idv
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