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| Luigia Melaragni, segretaria provinciale Cna |
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- “E’ legittimo anzi doveroso che l’Enel esiga l’applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ma non è certo l’annullamento dell’appalto al consorzio Cic a garantire la tutela della persona. In questo momento, l’unico effetto della decisione dell’azienda elettrica ci sembra la messa a rischio del futuro di decine di famiglie. Deve essere trovata immediatamente una soluzione che garantisca il mantenimento dell’occupazione”.
Luigia Melaragni, segretaria provinciale della Cna, considera grave la scelta dell’Enel di revocare, dopo un incidente che è costato la vita a un operaio, l’appalto affidato alla struttura consortile formata da tre imprese della Tuscia per la costruzione di nuove linee nel territorio provinciale.
“L’Enel avrebbe dovuto attendere, innanzitutto, la chiusura dell’indagine della magistratura volta a far luce sulla morte del lavoratore e ad accertare così eventuali responsabilità - continua la Melaragni -, prima di prendere qualsiasi decisione, tanto più che si è di fronte a imprese che, nel tempo, hanno investito nella sicurezza, a partire dalla formazione dei lavoratori, e che, subito dopo l’incidente, hanno iniziato i corsi di riqualificazione.
In ogni caso, non è accettabile che non ci si ponga il problema dei riflessi che un atto come l’annullamento di un contratto di quel tipo produce in una situazione economica tanto fragile”.
“Siamo preoccupati. Condividiamo - conclude la segretaria provinciale - la richiesta avanzata dal sindacato per la convocazione, da parte del presidente della Provincia, di un incontro fra le parti interessate. I lavoratori e le imprese hanno bisogno di certezze. Non possiamo permetterci di perdere altri posti di lavoro”.
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