Riceviamo e pubblichiamo -
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| Alvaro Ricci |
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Al termine di questa prima tappa congressuale penso di poter esprimere compiacimento per l’affermazione netta della mozione Franceschini, portatrice di una proposta politica e di rilancio del Pd che ritengo più in sintonia con lo stile e gli orientamenti che ho cercato di praticare in questa breve esperienza di segretario cittadino.
Apertura e collegamento reale con la realtà cittadina , innovazione di metodi e proposte, condivisione e partecipazione diffusa, forte coordinamento tra eletti e partito.
Insomma un partito sicuro dei suoi valori, che vive se stesso come strumento utile e permeabile di partecipazione per realizzare un riformismo concreto piuttosto che contenitore identitario, una sorta di ditta da tenere a galla nel mercato della politica.
Realizzare quindi la promessa del Pd, correggendo certo incertezze ed approssimazioni, ma senza ripensamenti, lavorare per una forza politica riformista nuova, orientata decisamente al futuro.
A ben vedere è il programma e l’ispirazione di una maggioranza – non omologabile alla pura somma di correnti - che mi ha voluto a questo incarico.
In questo senso sono convinto che anche i sostenitori di Bersani – alla luce dei risultati viterbesi e provinciali – sapranno valutare questo dato, politico e numerico.
La buona politica può ambire a consensi crescenti se ha la modestia e la lungimiranza di rapportarsi e dialogare con gli elettori e le elettrici, misurarsi con le problematiche e le aspettative di una comunità.
Pensare di surrogare tutto ciò col risiko dei tatticismi, del monopoli politico/organizzativo, con gli armamentari d’epoca non paga.
Vale per le cose di casa nostra e , se questa storia deve avere un senso , ancor più per il ruolo che ci compete come strumento di rinnovamento politico del Paese.
Alvaro Ricci
Coordinatore Comunale Pd Viterbo
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