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| Irene Vella |
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| Stefania e il piccolo Tommaso |
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| Stefania e Irene Vella |
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- Il regista Pasquale Squitieri, la giornalista Irene Vella, l’attrice e cantante Ottavia Fusco e la poetessa Gabriella Sica sono i vincitori della IX edizione del Premio Claudia Fioroni, sostenuto dalla fondazione che porta il nome della ragazza morta in un incidente stradale, con il patrocinio del Comune di Valentano e della Provincia di Viterbo.
Ed è proprio un racconto inedito di Irene Vella che oggi vogliamo pubblicare per i lettori di Tusciaweb, un inno alla vita, all’amicizia tra donne, che si conoscono per caso su Facebook, e grazie al quale un bambino di quattro anni Tommaso, torna alla vita normale, senza “male”.
Il racconto di oggi non è una favola, in questo caso la realtà supera la fantasia, ma voglio condividerla con voi, per far conoscere cosa sia il trapianto, un operazione molto simile ad un miracolo, che ha il grande dono di riportare le lancette della vita indietro, di dare una seconda chance a chi è stato colpito dalla malattia.
Io e Stefania ci siamo conosciute su Facebook, mi colpì la lettera che lei aveva scritto per suo figlio Tommaso, descriveva la vita di un bambino di soli 4 anni e mezzo, scandita dalla macchina dei numeri (la dialisi), attaccato dieci ore per notte.
Sapete perché gli avevano dato quel nome? Perché spesso la mattina Tommaso quando si svegliava era ancora attaccato alla macchina e voleva scendere dal letto, e allora sua mamma si sedeva vicino a lui per fargli compagnia, e per fargli passare il tempo contavano i minuti che mancavano alla fine della terapia.
Quando mio marito ha cominciato la dialisi aveva 32 anni, avevamo una figlia di due, e tanti sogni davanti a noi, che andavano ad infrangersi con le ore della macchina “lava sangue”.
Una volta che abbiamo scoperto di essere compatibili, ho voluto che il mio rene diventasse il nostro rene, che le lancette della nostra vita tornassero indietro, ed ho deciso con tutta me stessa di lottare perché ciò accadesse.
Nel momento in cui ho chiesto l'amicizia a Stefania su Facebook, erano passati sei anni dall’intervento, io avevo due figli, un marito, un rene ed un cane all’attivo, ed ero diventata giornalista, mentre lei aveva intrapreso un progetto ambizioso, aveva creato un gruppo per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione della donazioni.
Lo lessi come un grido, una richiesta d'aiuto di una mamma disperata, alla ricerca di un nuovo futuro per il figlio, futuro che vedeva infrangersi dietro all'ignoranza, alla mancanza di conoscenza e spesso alla superficialità, di persone che hanno tutto, ma a cui manca l'unica ragione di vita: il sapersi donare senza nessuna remora, il sentimento puro, quello che ti fa buttare giù muri, quello che ti fa capire che non esiste il diverso, e che l'altro siamo noi.
Io e lei ci siamo conosciute per caso, ma come dice il maestro di Kung Fu Panda: “il caso non esiste”, più passavano i giorni, più volevo fare qualcosa di concreto per lei, per Tommy, perché mi sembrava impossibile, ingiusto e disumano che un bambino di quattro anni non potesse conoscere la gioia del mare, della piscina, della vita normale.
Noi siamo stati operati a Pisa, e non appena ho potuto parlare della situazione di Tommaso con il professor Boggi, mi sono sentita proporre per loro il trapianto da donatore vivente, visto che il padre sembrava essere compatibile.
Mi ricordo che la sera ho sbattuto i tasti del pc in maniera vorticosa, ho scritto a Stefania che c'era questa possibilità, di venire a Pisa a fare un colloquio.
Il colloquio si è trasformato in controlli, poi in valutazioni del donatore e del ricevente, ed infine è diventato Il Trapianto: il grande papà Pier ha potuto donare un rene al suo bambino.
Il giorno della doppia operazione ero a Viterbo: nella mano una sigaretta, nell'altra il cellulare, di continuo, aspettando notizie, poi i primi sms Pier è uscito sta bene, vado da Tommaso in terapia intensiva, la creatinina è scena a 2, la creatinina è scesa ancora a 0,52, stamani è a 0,2.
Una famiglia che ho visto una sola volta, ma mi è entrata nel cuore da subito, una donna con le palle come Stefania non si dimentica, si ama.
Quando Stefania mi ha proposto di andare a trovare Tommaso all’ospedale, ho fatto di corsa il biglietto, e sono salita su quel treno come se stessi andando alle Maldive; quando sono arrivata al monoblocco chirurgico e Stefania si è affacciata dalla finestra con in braccio Tommaso che mi salutava con la mano, i miei occhi sono impazziti, mi scoppiava il cuore.
Mi sono tutta vestita, come da procedura per il reparto di degenza protetta, con la mascherina, e il piccolo principe è arrivato portato dalla sua mamma con il sacchetto del piccolo catetere in mano, mi è venuto incontro, mi ha abbracciato e mi ha baciato.
Non si può capire, non si può spiegare, mi sono sciolta, lo avrei voluto strapazzare di baci, perché è un bambino bellissimo, un bambino d'oro, un dono del Signore.
La sera siamo uscite insieme ed è stato come se il tempo ci avesse riunito, abbiamo cenato in un'osteria, c'eravamo solo noi, abbiamo riso, bevuto, mangiato, poi siamo andate in un locale vicino l'Arno, abbiamo fantasticato di un mondo migliore, di un mondo diverso, di un mondo più umano.
Alle due siamo andate a nanna, io e Stefania nella foresteria dell’ospedale, non è mica da tutti andare a letto la prima sera che ci si vede, no?
Poi la mattina sveglia alle sette, colazione in centro, poi al treno, la corsa, il cuore in gola, poi l'abbraccio davanti alla stazione, il cuore gonfio d'amore.
In treno l'sms: hanno tolto il catetere a Tommaso... ora è libero.
Questa è l'inizio della nostra lunga storia, ieri sera io e Stefania abbiamo diviso un piccolo cuoricino attaccato ad un braccialetto che porta il nome di Tommaso, una parte ce l'ha la lei, una parte ce l'ho io.
Che nessuno possa dividere ciò che l'amore ha unito, e per tutti adesso siamo le sorelle di Facebook.
Tommaso sorride anche con il naso
In poche ore insegna a tutti cosa è l’amore
In pochi giorni diventano milioni
Tutti i suoi sostenitori.
L’attesa di quel giorno, un dolore sordo
Ma oramai è solo un ricordo.
Stefania sorride Stefania è felice
Tocca il cielo con le dita
Corri Tommaso ti aspetta la vita.
Irene Vella