Riceviamo e pubblichiamo - Il filosofo Zygmunt Baumann afferma che noi europei ci troviamo a vivere in una parte del mondo nella quale non vi è mai stato un livello di sicurezza così elevato in tutta la storia dell’umanità.
Eppure non è mai stata tanto alta tra le persone la percezione di una condizione di insicurezza, sulla quale i governanti basano il loro potere.
Pensavo a queste riflessioni di fronte alla presentazione, da parte della maggioranza in consiglio comunale, di due mozioni sulla sicurezza: una sulla periferia ed una sul centro storico di Viterbo, nella quale si evocano situazioni angosciose e si propongono soluzioni quali, tra le altre, l’istituzione di ronde di volontari che controllino il territorio.
Ma quando calerà il velo dell’ipocrisia? Quando si faranno i conti con la realtà?
A livello locale è lo stesso assessore alla polizia municipale a riferire di una situazione disastrosa, di carenze finanziarie, umane e strumentali, che portano, in sostanza, ad avere cinque agenti al giorno presenti sul territorio.
A livello nazionale sono gli stessi operatori delle forze dell’ordine a manifestare contro i tagli operati alle spese istituzionali per la sicurezza.
Insomma: quale coerenza c’è tra l’agitare i fantasmi dell’insicurezza, alimentare le paure dei cittadini e poi, nelle scelte concrete di governo, tagliare le risorse per garantire davvero la sicurezza, mentre si spargono fiumi di propaganda?
Si tratta di una demagogia insopportabile, cinica e feroce, da smascherare e contrastare senza remore nella sua spregiudicatezza.
Enrico Mezzetti
Sinistra e Libertà