- Giampiero Mughini a Palazzo dei Priori, domani 31 ottobre, presenterà la sua ultima opera letteraria "Gli anni della peggio gioventù. L'omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione" (Mondadori).
Ultimo incontro per la rassegna “Ottobre piovono libri: i luoghi della lettura", promossa dal ministero per i Beni e le attività culturali tramite il Centro per il libro e la lettura della direzione generale per i Beni librari, dagli Istituti culturali ed il Diritto d'autore, in stretta sinergia con la Conferenza delle regioni e delle Province autonome, l’Upi (Unione delle Province d'Italia) e l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani).
Si conclude dunque in sala regia l'iniziativa letteraria nazionale alla quale ha aderito Caffeina Cultura in occasione dei cinque incontri che hanno coinvolto, oltre al capoluogo, anche i comuni di Ronciglione, Sutri, Villa San Giovanni in Tuscia e Vetralla e che hanno visto protagonisti illustri personaggi del mondo culturale, letterario e giornalistico come Federico Moccia, Cinzia Tani, Magdi Cristiano Allam, Roberto Giacobbo e ora Giampiero Mughini.
Il noto opinionista è stato già ospite di Caffeina: era l'edizione 2008 e l'opera letteraria presentata era la "Sex revolution". In quest'occasione tornerà per parlare del suo ultimo libro interamente dedicato all'agguato mortale al commissario Luigi Calabresi e agli anni Settanta.
Anche quest'ultimo incontro della rassegna culturale nazionale sarà ad ingresso libero e avrà inizio alle 18,30. I cinque appuntamenti sono stati patrocinati dalla Provincia di Viterbo e dai cinque comuni che hanno ospitato gli eventi culturali.
Giampiero Mughini, padre toscano e madre siciliana, nasce a Catania nel 1941. Nel 1970 arriva a Roma e proprio nella capitale si compirà il suo destino professionale. Componente del gruppo dei dodici che fondano "Il Manifesto", ma abbandona il giornale a quattro giorni dall'uscita del primo numero, in polemica con Lucio Magri che gli rimproverava un articolo non del tutto allineato.
Già direttore negli anni Sessanta della rivista "Giovane critica", Mughini ricopre lo stesso incarico anche per "Lotta continua", sia pure per un periodo brevissimo che tuttavia gli "frutta" qualcosa come ventisei querele e tre condanne.
Mughini diviene quindi collaboratore di Paese Sera e più avanti dell'Europeo. Negli anni Ottanta matura la sua separazione da quegli ambienti della sinistra che avevano segnato quasi vent'anni della sua militanza politica.
Lo fa in modo clamoroso, schietto, con il pamphlet Compagni addio, 140 pagine che gli attirano contro gli strali dei suoi ex compagni di lotta. Divenuto personaggio televisivo assai richiesto per la sua verve polemica e la sua sterminata cultura, negli anni Novanta Mughini intensifica la propria produzione letteraria dando alle stampe A via della Mercede c'era un razzista, Dizionario Sentimentale, La ragazza dai capelli di rame, Il grande disordine e Un secolo d'amore.
Attualmente è prestigiosa firma de Il Foglio di Giuliano Ferrara, nonché inviato speciale di Panorama e ospite fisso ed imprescindibile della trasmissione sportiva Controcampo su Italia1. Le sue ultime fatiche letterarie sono “La mia generazione” (2002) e "Sex revolution. Muse, eroi, tragedie di Sex revolution" (2007) “La collezione” (2009) e “Gli anni della peggio gioventù. L'omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione” (2009).
Gli anni della peggio gioventù. L'omicidio Calabresi e la tragedia di una generazione (Mondadori)
Al termine di un drammatico iter processuale durato dal 1988 al 2003, i giudici italiani hanno considerato pienamente attendibile la versione offerta dal "pentito" di Lotta continua Leonardo Marino su chi e come avesse ucciso il commissario Luigi Calabresi, la mattina del 17 maggio 1972 a Milano.
Da quei processi è venuta una condanna a ventidue anni per i tre ex compagni di Marino. Nel frattempo Bompressi è stato graziato dal presidente della Repubblica, Pietrostefani s'è dato latitante in Francia, Sofri è agli arresti domiciliari per gravi motivi di salute. Eppure in Italia una parte larga e talvolta autorevole dell'opinione pubblica continua a credere nell'estraneità totale di Lc a quel delitto.
Di tutti gli atti del terrorismo anni Settanta, questo sarebbe l'unico irrisolto e misterioso, compiuto da gente venuta dal nulla e tornata nel nulla senza lasciare traccia. Secondo i sostenitori più accaniti della tesi innocentista, Marino è soltanto un bugiardo che s'è inventato tutto e al quale i giudici hanno creduto in ragione della loro ostilità preconcetta nei confronti di Lc.
Ventimila pagine di atti processuali documentano un'altra storia, un'azione che per Giampiero Mughini è nata "dalle viscere di Lotta continua", a cominciare dalla campagna implacabile condotta contro Calabresi, indicato senza alcuna verità come capro espiatorio della tragedia di piazza Fontana.