Riceviamo e pubblichiamo - FieraCavalli, la più grande manifestazione mondiale legata al cavallo, che si terrà dal 5 all’8 novembre a Verona, si caratterizza ogni anno per una serie di eventi di grande rilievo per il mondo equestre, la cultura, le tradizioni, l’enogastronomia vantando mediamente 150mila visitatori.
Il centro di archeologia sperimentale Antiquitates di Civitella Cesi-Blera e l’associazione culturale Cesias (Centro Studi Internazionale di Archeologia Sperimentale), con il patrocinio del Comune di Tarquinia, dell’università Agraria di Tarquinia, dell’associazione Tuscia Cultura di Roma e di Terre di Maremma di Montalto di Castro, si sono fatti promotori di un evento culturale importantissimo per il territorio.
La riproduzione dei famosi cavalli alti, esempio magistrale della coroplastica etrusca del IV sec. a.C., esposti nel padiglione 1 della fiera.
Gli originali, conservati nel museo archeologico nazionale di Tarquinia, già conosciuti in tutto il mondo, furono trovati durante gli scavi del 1938 ai piedi del tempio dell’Ara della Regina il più grande conosciuto in tutta l’Etruria e appartenevano all’apparato decorativo del frontone.
La riproduzione, in scala 1:1, è opera di Marco Ferri, esperto scultore e pittore noto nel territorio, erede della tradizione artistica tarquiniese etrusca.
La tecnica di esecuzione dell’opera originale, meglio compresa dopo l’ultimo intervento di restauro, presuppone una progettualità che esalta l’abilità dell’artista, ieri come oggi.
Da una lastra di argilla dello spessore di quattro cm, base per la realizzazione dell’opera, su un piano d’appoggio, si staccano i cavalli dal bassorilievo al tutto tondo, come a prendere vita dalla materia.
Una semplice sovrapposizione di argilla per le parti in basso rilievo e una più complessa ed elaborata successione di colombini (cordoni di argilla molto spessi) perfettamente incollati fra loro per le parti a tutto tondo, lasciano cava la parte interna e rendono alla perfezione le masse corporee dei cavalli.
La pittura, infine, su una base di caolino con la sovrapposizione di ossidi di ferro e ocra, ne riporta l’originaria sembianza a conferma della grandezza dell’arte etrusca e in questa nuova dimensione esalta il ruolo e lo stretto legame uomo-cavallo nelle celebrazioni importanti.