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Viterbo - Appello per aderire alla piattaforma di discussione prevista per l'11 novembre
Diritto alla studio, sale in cattedra Tusciainprotesta
Viterbo - 29 ottobre 2009 - ore 18,00

Riceviamo e pubblichiamo - Il movimento Tusciainprotesta, che già da alcuni mesi si è interessato alla questione del diritto allo studio nella regione Lazio, appoggiando la proposta della Link assemblea studentesca, lancia a tutte le realtà attive nell’Ateneo della Tuscia un appello per la formazione di una piattaforma regionale di discussione sul diritto allo studio che si terrà a Roma l’11 novembre.

Gli articoli 33/34 della costituzione sanciscono “il diritto di un accesso universale ai livelli d’istruzione di base e un accesso meritocratico ai livelli più alti dell’istruzione superiore universitaria prevedendo esplicitamente un sistema di borse di studio per i meno abbienti”.

La regolamentazione dell’accesso ai benefici per il diritto allo studio è affidata a enti regionali, Laziodisu nel nostro caso, di cui si è occupata recentemente la legge regionale del 18 Giugno 2008 determinando l’autonomia territoriale (le Adisu) ma non solo: infatti nell’art. 8 comma 3 (ripreso poi nella delibera regionale n° 757 del 2 ottobre 2009 di cui all’art 5):

“Laziodisu e le Adisu nel rispetto di specifiche direttive adottate dalla giunta regionale, possono stipulare apposite convenzioni, rispettivamente, con:

a)Le università non statali legalmente riconosciute, gli istituti universitari, le istituzioni di alta cultura, che intendono attuare direttamente gli interventi di cui all’art. 6, comma 1, lettera a) e b);

La possibilità di stipulare queste convenzioni di fatto determina l’accesso ai benefici anche da parte di istituzioni private; nel quadro di tagli indiscriminati alla didattica, alla formazione, alla ricerca, nell’ottica dell’importazione del modello aziendale nell’università pubblica risulta gravissimo che i fondi per il diritto allo studio finanziati per oltre la metà dagli studenti delle università statali vengano utilizzati (per circa un quinto; cfr D.R. 2 ottobre 2009, art. 5) per finanziare i benefici concessi alle realtà private.

Risulta necessaria perciò una presa di coscienza ed una partecipazione attiva di tutte le realtà cui sta a cuore la formazione pubblica, al fine di realizzare iniziative di protesta e di proposta per la salvaguardia di un diritto che è di tutti.

Tusciainprotesta

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