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Viterbo - Secondo Parroncini non ha senso tornare a discutere sull’opportunità dell'aeroporto
“Enac ed Enav non possono prestarsi al gioco della politica”
Viterbo - 29 ottobre 2009 - ore 13,35

Giuseppe Parroncini
- “Ricominciare a discutere sull’opportunità di avere l’aeroporto, quando ormai il confronto si è spostato da tempo sulla sua realizzazione, non ha senso.

Soprattutto perché su questo si sono già espressi con tutti i crismi sia l’Enac che l’Enav. Certo è invece che occorre accelerare sul tema dei finanziamenti”.

L’assessore regionale agli Enti locali, alle reti territoriali energetiche, portuali e aeroportuali e ai rifiuti, Giuseppe Parroncini, risponde così alle motivazioni sostenute nel corso della IX commissione permanente della Camera dei deputati.

“Se la scelta di localizzare lo scalo a Viterbo ha prevalso sugli altri siti candidati – dice Parroncini – è stato sulla base di fior di studi da parte di Enac ed Enav, enti seri che non possono certo prestarsi al gioco della politica, in quanto in ballo ci sono questioni primarie come quella della sicurezza.

La città dei Papi si è imposta anche sotto il punto di vista tecnico, ormai dunque dovrebbe essere chiaro che il confronto non è più sull’opportunità o meno di costruirlo, ma sulla sua realizzazione”.

Intanto il ministro Tremonti ha bloccato il ritocco delle tariffe aeroportuali, attualmente tra le più basse d’Europa.

“La richiesta di aumento, auspicata da Adr (Aeroporti di Roma) – continua l’assessore Parroncini - serve a garantire gli investimenti su Viterbo. Alla stessa Adr chiediamo però uno sforzo, analogamente a quanto sta già facendo per l’ampliamento di Fiumicino.

Così come lo chiediamo al Governo per sbloccare i fondi Cipe, indispensabili per dare il via all’accordo di programma tra Regione Lazio ed enti locali, ma soprattutto per intervenire sulle infrastrutture. Noi su questo tema abbiamo già da tempo investito, è il caso dei 320 milioni di euro per la ferrovia Roma – Civita Castellana – Viterbo e dei 100 per la trasversale Orte – Civitavecchia, il cui cantiere è stato riaperto dopo 30 anni”.

Fiumicino, Viterbo e Ciampino: il primo non è affatto incompatibile con il secondo, che a sua volta dovrà sostituire il terzo. “Fiumicino servirà i voli internazionali e intercontinentali, Viterbo i low cost.

Ciampino ormai ha una situazione insostenibile dal punto di vista dell’inquinamento ambientale e acustico. C’è uno studio dell’Arpa Lazio che propone di ridurre il numero dei voli da 200 a 60, spostando nella Tuscia quelli commerciali e lasciando solo quelli militari e di Stato”.

Ultima questione, la terme. “La loro vicinanza all’aeroporto – conclude l’assessore Parroncini – va vista nell’ottica di un’opportunità. Sono una risorsa che in moltissimi casi richiama non viterbesi, si aprirebbe quindi una porta anche verso il nord Europa che potrebbe rivelarsi una risorsa, soprattutto se andrà avanti il progetto di recupero delle ex terme Inps”.

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