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Viterbo - I comitati scrivono al ministro Mattioli
"Sardegna-Civitavecchia, Fs pensa a dismettere il servizio"
Viterbo - 28 ottobre 2009 - ore 18,30

Riceviamo e pubblichiamo - Egregio onorevole ministro,

i sottoscritti a nome delle organizzazioni Comitato per la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte, Comitato provinciale Viterbo Aics, Comitato promozioni Alta Tuscia di Civitavecchia, desiderano sottoporre alla Sua attenzione e ai rappresentanti degli Enti in indirizzo, la questione della dismissione del servizio per la Sardegna dal Porto di Civitavecchia.

Le Fs, a nostro parere, hanno assunto questa decisione sebbene in netto contrasto con gli interessi legittimi delle popolazioni del Centro Italia, per favorire altre localizzazioni che dicono più produttive e vantaggiose.
Vantaggiose per chi?

Se ciò fosse vero, occorre precisare che siamo di fronte al solito discorso della tutela degli interessi privati, che prende il sopravvento sugli interessi della collettività.

Alla luce dei dati offerti dai lavoratori del servizio, che riteniamo attendibili, ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà, quanto affermano le FS è falso.
Ci sembra, al contrario, che sia possibile puntare al miglioramento dei servizi Sardegna - Civitavecchia.

Nella decisione FS è espressa chiaramente la volontà di ridimensionare il ruolo del Porto di Civitavecchia, nonostante l’enorme sviluppo che ha avuto e che potrebbe assumere per tutta la nostra Nazione.

Perché in Italia le decisioni politiche, che si presume siano dettate da una visione complessiva della società e degli interessi dei suoi membri, non sono vincolanti, mentre le decisioni dei burocrati peraltro in Enti dove lo Stato dovrebbe contare, sono quelle che vanno avanti, anche se non sono a vantaggio delle popolazioni e dello sviluppo economico ?

Altra questione eclatante e dimostrativa della volontà FS di ridimensionamento del Porto è la questione della riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia-Capranica-Orte, da tutti reclamata a partire dall’ Unione Europea, Regione Lazio, Regione Umbria e Marche, Provincie e Comuni, e per finire dai cittadini del territorio.
Le FS cercano forse il ridimensionamento del Porto, anche per evitare l’effettiva riapertura di questa linea, che è l’anello che congiunge i due mari Tirreno Adriatico Civitavecchia Ancona e il completamento del corridoio 1 programmato dall’ Unione Europea?

Forse facciamo fanta-politica dicendo che in queste scelte ci sia la volontà di rinviare e non più presentare i conti della spesa che le FS hanno sostenuto per i lavori di riapertura della linea e dimostrare se sono stati fatti i collaudi per i lavori effettuati con i 200 miliardi spesi ? Oppure perché si vuole dirottare il finanziamento dei 123 miliardi del 1998 vincolati ai lavori di riapertura?

L’esposto alla Corte dei Conti che le organizzazioni scriventi hanno presentato ha bisogno di essere riavviato.

Ciò che ci interessa maggiormente, però, è che vengano fatti gli interessi dei lavoratori e della collettività e quindi gli interessi del territorio, che ha bisogno di sviluppo concreto, attraverso il benefico riequilibrio che dal porto e dalla riapertura della linea ne può scaturire.

Per questo chiediamo nuovamente l’incontro con tutte le istituzioni, che venne definito e proposto per novembre 2009, nella riunione avvenuta presso la Commissione trasporti della Regione Lazio.

Giacomo Traini Coordinamento comitato promozione Alta Tuscia Civitavecchia
Raimondo Chiricozzi Comitato provinciale Aics Viterbo
Gabriele Pillon Comitato per la riapertura della linea ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte

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