Viterbo - Le parole del sindaco Giulio Marini per ricordare Oliviero Bruni, dopo la sua morte
"Ci mancherai"
Viterbo - 27 ottobre 2009 - ore 14,30
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| Oliviero Bruni |
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- Ricordare Oliviero Bruni per quello che ha fatto per il calcio viterbese, per il suo impegno in politica e nel sociale, è fin troppo facile, anche se non è mai abbastanza.
Ho passato una buona parte della mia infanzia dentro quello striminzito ufficio dell’Agenzia del Consorzio Agrario del Carmine, che lo zio Oliviero aveva in gestione.
E lì ho mangiato pane e Pianoscarano per ore ed ore, ascoltando le interminabili discussioni su come si doveva organizzare la prossima trasferta, che a quell’epoca pionieristica si faceva con le 500 e le 600, forse qualche 1100, raccattando i calciatori sparsi ovunque, persino nei paesi limitrofi.
Proprio dentro quel bugigattolo, Oliviero, mente vulcanica e grande organizzatore, dirigeva da par suo tutte le operazioni; in altri termini la briscola la mandava lui.
Nel maggio del 1949 Oliviero Bruni, insieme a mio padre Giorgio e allo zio Edilio Mecarini, indimenticabile poeta viterbese, sull’onda emotiva della strage di Superga, aveva fondato il “Pianoscarano”, quasi una scommessa, una società calcistica che ancora oggi raccoglie decine e decine di atleti e da cui sono usciti vari campioni.
Dal quel giorno lontano di maggio è partita un’avventura senza limiti di tempo, un progetto riuscito in gran parte grazie alla tenacia (gutta cavat lapidem) e all’inesauribile dinamismo di Oliviero, che, nonostante la malattia che lo limitava, non si è mai fermato davanti ad ostacolo alcuno.
Prova ne sia la realizzazione del Campo Sportivo di Pianoscarano: decine di viaggi a Genova con Edilio e Don Sebastiano Ferri (un altro grande uomo), per chiedere ai Padri Giustiniani quel terreno, dove sarebbe sorto il Campo Sportivo. Anche se poi le cose non andarono esattamente così, il Campo fu inaugurato nel 1967 e se esiste è grazie soprattutto all’opera instancabile di Oliviero.
Oltre al Pianoscarano e alla politica, di notevole importanza è stato anche il suo impegno nel sociale, come si diceva; la sua casa è stata sempre aperta a tutti, con la moglie Adua che si divideva tra la bottega e tutto resto, che non era poco.
Ma io voglio ricordare lo zio per come sapeva essere spassoso, per la sua grande carica di umanità.
Primi anni ’60, al campeggio avevamo conosciuto dei tedeschi e, nel corso di una colossale mangiata, tentavamo di comprenderci: pressoché impossibile, dato che nessuno di noi parlava tedesco e nessuno di loro parlava italiano.
E Oliviero che teneva banco esaltando le bellezze di Viterbo, tra cui il Bulicame. I tedeschi non riuscivano a capire cosa fosse e allora lui, aiutandosi con i gesti, ad alta voce, quasi urlando e scandendo le sillabe disse: “Noi Viterbo, graaaande Bulicame!!!” E questi “Was ist Bulicame?” (cosa è Bulicame); Oliviero di rimando: “Bulicame? Grande callara (sic!) che bolle, che bolle!”.
E qui tutti noi che ci sganasciavamo dalle risate, trascinando nell’ilarità anche gli ignari tedeschi.
Questo episodio, che più che un aneddoto è un caro ricordo, un tributo alla sua grande personalità, spero serva a tutti noi a lenire il dolore per la sua perdita e ad attenuare la tristezza che segue sempre alla perdita di un caro, al vuoto che lascia, anche se, ne sono più che certo, ovunque egli si trovi, ha già preso in mano le redini della situazione e starà gia organizzando qualcosa.
Concludo affermando che Oliviero è stato un vero esempio di vita per tutti, di come la forza di volontà, la tenacia, lo spirito di abnegazione e il credere in quello che si vuole realizzare, superino ogni difficoltà, anche la più grande: un uomo straordinario che mancherà a tutti noi, a Pianoscarano, a Viterbo.
Massimo Mecarini
I funerali di Oliviero Bruni si terranno giovedi alle 10,30 nella chiesa di Santa Andrea a Pianoscarano.
Alla famiglia Bruni le sentite condoglienze della redazione di Tusciaweb