Riceviamo e pubblichiamo - Pregiatissimo presidente del Consiglio,
i fatti riportati su quanto accaduto nella riunione del 26 ottobre, meritano un coscienzioso approfondimento proprio perché, nelle dichiarazioni pubbliche di alcuni consiglieri della maggioranza, è stato fin troppo semplice coglierne spunti di particolare gravità e di autentica mistificazione, per i metodi ed i toni che si sono utilizzati al fine di denigrare i gruppi di opposizione, rei di “…aver abbandonato l’Aula, accampandosi fuori dalla stessa, salvo rientrare puntualmente per l’appello finale per poter percepire il tanto agognato gettone di presenza…”.
L’impropria e fin troppo irrispettosa valutazione enunciata dai firmatari dello stesso documento, si scioglieva in un excursus cartaceo zeppo di riferimenti marcatamente ideologici e di anacronistica memoria storica, tanto da impressionare anche i più temerari leader della politica di “estrema destra” e di “estrema sinistra”.
In veste di capo gruppo di una “lista civica” e lungi da me cercare di comprendere certi tecnicismi di matrice politica messi in atto nelle diverse occasioni di confronto, per ostacolare od agevolare quanto proposto in sede di Consiglio Comunale dai rappresentanti dei cittadini, tengo a precisare che l’allontanamento dei Consiglieri di opposizione, tra l’altro accompagnati anche da un esponente della maggioranza, quest’ultima, di per sé, già sminuita da varie assenze che ne pregiudicavano il richiesto “numero legale”, voglio precisare che in ballo non c’era l’adesione o meno alla solidarietà per Silvio Berlusconi ma, semplicemente, l’opportunità di chiudere la seduta del Consiglio Comunale dopo circa cinque ore di discussione.
Per quanto mi riguarda, credo che nessuno tra gli eletti a Palazzo dei Priori sia in disaccordo sulla solidarietà espressa a livello nazionale al Presidente Berlusconi, così come hanno già proferito Casini e Franceschini e, da qui, arrivare alle demenziali affermazioni che le ”sinistre” si “…rifiutano poi di salvaguardare la convivenza democratica delle persone…”, allora non è azzardato pensare che si vuole esercitare una politica tanto reclamistica quanto improduttiva ai fini del bene comune.
Che, poi, si dia l’impressione alla cittadinanza che i Consiglieri di opposizione abbiano “…pazientato sino all’appello finale per poter percepire il tanto agognato gettone di presenza”, quale meschino apprezzamento così comune tra i frequentatori dei peggiori locali di Caracas, allora sig. Presidente, mi appello alla Sua discrezionalità affinché certi episodi, tanto poveri nella sostanza e altrettanto mediocri nell’esposizione, vengano a cessare per recuperare il vicendevole rispetto nel contesto di una vera etica politica che, oggi più che mai, appare alquanto vilipesa in nome di una degenerata contesa istituzionale.
In ultimo, presidente, a proposito del concetto di solidarietà, mi consenta di riportare una breve poesia di John Donne che, per il suo elevato significato, potrà portare tutti ad una costruttiva riflessione: “Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te.
Roberto Talotta
Capo gruppo Lista Civica