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| Ferindo Palombella |
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- In un periodo caratterizzato dalla crisi dei mercati e dalle crescenti difficoltà per le imprese, in molti casi al limite della sopravvivenza, notizie confortanti arrivano dall’imprenditoria femminile della Tuscia che nel periodo compreso tra giugno 2008 e giugno 2009 hanno messo a segno un incremento dello 0,7%.
Un lieve aumento che assume ancor più rilevanza se si considera che il numero complessivo di imprese ha registrato una contrazione dello 0,3%.
Tra i settori in evidenza la ricettività e somministrazione (alberghi, bar e ristoranti) con +6%, la movimentazione merci e comunicazione con +10%, i servizi innovativi alle imprese con +6,8%, e soprattutto dal punto di vista numerico il commercio, cresciuto dello 0,5%.
In calo, invece, l’agricoltura (-0,6%) e le attività manifatturiere (-0,7%), anche se in modo inferiore al trend decrescente provinciale, che è pari rispettivamente a -1,2% e -2,2%.
Particolarmente importante è la crescita delle società di capitale in rosa che, amplificando il movimento già in essere per tutta l’imprenditoria provinciale, mette a segno un importante +10,8% rispetto a un più ridotto +4,2% dell’intero sistema imprenditoriale viterbese, segno che nel processo di ispessimento della struttura imprenditoriale la componente femminile sta dando un apporto fondamentale.
“Sono piccoli segnali positivi – sostiene Ferindo Palombella, presidente della Camera di commercio di Viterbo – che confidiamo possano essere confermati nei prossimi mesi.
Certo è che per le imprese femminili è sempre più necessario un supporto in termini di servizi sociali, accesso al credito e formazione per superare le proprie fragilità”.