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Maria Antonietta Russo, Viterbo Vola
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Palazzo dei Priori solidale con la ragazza stuprata a Montalto.
Le massime istituzioni viterbesi, Provincia e Comune, in rivolta dopo la trasmissione di Canale 5.
Il consiglio comunale questo pomeriggio ha espresso la piena solidarietà alla ragazza stuprata a Montalto nel 2007.
La mozione, presentata dal consigliere Maria Antonietta Russo (Viterbo Vola), vuole sottolineare la gravità dei comportamenti di chi nella trasmissione televisiva di Canale 5 di domenica pomeriggio ha dipinto la vittima dello stupro come colpevole o, almeno consenziente, all'atto sessuale.
“Riteniamo opportuno esprimerci con un pensiero unanime perché un comportamento del genere non può passare sotto silenzio – dichiara la Russo -. Come abbiamo scritto nel testo della mozione occorre intervenire prontamente per sensibilizzare tutte le istituzioni coinvolte e in modo particolare il Comune di Montalto di Castro”.
“Non si può non essere d'accordo – risponde Enrico Mezzetti, Sinistra l'arcobaleno – ma va precisata una cosa. La solidarietà che esprimiamo non deve essere limitata solo all'episodio di Montalto. Gli stupri purtroppo sono molto frequenti e spesso avvengono anche all'interno delle famiglie. Non basta indignarci per un caso sporadico”.
Mezzetti inoltre teme che tutto questo polverone non faccia altro che male alla ragazza. “Non vorrei – aggiunge – che parlandone troppo si arrivi all'effetto contrario. Questa ragazza ha bisogno di tranquillità e rimanere al centro dell'attenzione potrebbe farla soffrire di più”.
Enrico Contardo (Pdl) si sofferma invece sulla pessima figura che Montalto e tutta la provincia di Viterbo hanno fatto in diretta sulla rete televisiva nazionale. “E' stata dipinta un'immagine orrenda del paese e della sua gente – afferma -. Cosa avranno pensato i telespettatori? Che da noi le vittime diventano colpevoli? La mozione deve assolutamente essere presentata a Carai e al presidente della Provincia”.
“Anche al Prefetto” aggiunge il consigliere Quintarelli (Pd).
La mozione è stata approvata all'unanimità.
Esprimiamo e rinnoviamo la piena solidarietà alla ragazza di Tarquinia stuprata nel 2007 a Montalto di Castro.
Vogliamo con questa dichiarazione manifestare la nostra solidarietà a tutte le vittime di stupro, ma non possiamo ignorare la ignominia di comportamenti che hanno dato , nella trasmissione del 25/10/09 su una tv nazionale, uno spaccato distorto del comune senso civico.
Non vogliamo fare demagogia ma l'etica e la morale che è in ognuno di noi ci impone una riflessione.
Occorre mettere fine al clima di contrapposte fazioni a favore dell'una (la vittima) e/o degli altri (gli aggressori) con la consapevolezza che tale disputa non approda a nulla.
Occorre poter intervenire nei confronti di tutti i soggetti.
Il compito delle istituzioni non può essere quello di finanziare i legali, (a questo ci pensa lo Stato ove si tratti di soggetti non abbienti e la legge a favore delle vittime di stupro a prescindere dal reddito) ma di intervenire per prevenire eia emendare laddove necessitano interventi riduttivi.
Non vogliamo censurare la diffusione mediatica dell'episodio diffuso su quanto avvenuto a Montalto di Castro, ma non possiamo far si che l' iniziativa di sparuti soggetti possa distorcere l'intendimento di coloro che volevano sensibilizzare l'opinione pubblica in ordine alle decisioni prese dalla magistratura nei confronti dei ragazzi minorenni e sulla iniziative di sostegno in favore della minore violentata.
Pur nella consapevolezza di non poterei elevare a censori o paladini, riteniamo, nella qualità di istituzione pubblica, di dover rivolgere l'invito ai colleghi amministratori di Montalto di Castro affinché si attivino nel riportare nella giusta dimensione "il fatto" e assumano un'atteggiamento di neutralità invitando i cittadini al pieno rispetto e sostegno di tutti coloro che sono stati coinvolti nella vicenda, lasciando alla magistratura il compito di valutare e graduare le responsabilità, e agli operatori quello di intervenire.
Nel contempo invitiamo tutte le istituzioni ad attivarsi per trovare ogni forma di sostegno alla ragazza con qualsivoglia utile iniziativa con l'auspicio che il contributo di tutta la collettività possa aiutarla a ritrovare la serenità perduta per poter andare avanti e guardare al futuro con la consapevolezza di non essere "additata" e di non sentirsi sola.
Un ulteriore invito, lo rivolgiamo ai genitori dei ragazzi coinvolti nella vicenda affinché riescano a loro volta a sentirsi partecipi e promotori del contributo di solidarietà e di sostegno alla coetanea dei propri figli, in tal modo aiutandoli a discernere il valore della vita nel rispetto degli altri.
Consiglieri comunali della Città di Viterbo