| Riceviamo e pubblichiamo
- Ho appreso, con molto dolore della morte della professoressa Angela Maria Giannitrapani, malata da tempo, presso una nota struttura ospedaliera viterbese.
Angela Maria era una poetessa innanzitutto, ma generazioni di studenti la ricordano per il suo quotidiano impegno di docente di “Letteratura americana” presso l’università della Tuscia.
I miei ricordi di bambino, corrono a quasi quaranta anni fa, quando insieme a mio padre, Gavino Polo, erano normali le loro frequentazioni di circoli letterari ed artistici di Viterbo e della capitale.
Appartenevano ad un gruppo di studiosi la cui formazione avvenne nella Viterbo del primo dopoguerra in un contesto di sensibilità e sofferenze che oggi, forse per fortuna, ci sono quasi sconosciute.
Ricordo anche il marito di Angela Maria il professor Minissi che è stato un illustre studioso presso l’università Orientale di Napoli.
Mi associo quindi al dolore della famiglia, nel ricordo di lei e di una vita, la sua, spesa nel segno dominante dell’arte e della poesia.
Piergiuseppe Polo
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