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Civita Castellana - Maria D'Alessandro e Giuseppe Mechelli lasciano i Comunisti Italiani
"Il partito non rispetta più i nostri valori"
Viterbo - 30 novembre 2009 - ore 15,40

Maria D'Alessandro
- Maria D’Alessandro e Giuseppe Mechelli lasciano il Partito dei Comunisti Italiani.

La notizia è di quelle clamorose e roboanti se si considerano gli alti incarichi che essi ricoprono all’interno del partito guidato da Oliviero Diliberto.

Maria d’Alessandro fa parte infatti del Comitato centrale del PdCi ed è membro della segreteria provinciale di Viterbo; Giuseppe Mechelli, oltre ad essere anche lui membro della segreteria provinciale di Viterbo, è componente della Commissione regionale del Lazio di garanzia del PdCi.

I motivi della loro improvvisa, ma meditata uscita dal partito sono spiegati con chiarezza dagli stessi due esponenti politici.

"Ci dimettiamo dopo aver appreso dalla stampa che dieci lavoratori della cooperativa sociale Va-Lentina da cinque mesi non percepiscono lo stipendio. Sono madri di famiglia che debbono lavorare per necessità ovvero per mantenere i loro figli.

Vista la grave situazione abbiamo eseguito la visura della cooperativa, scoprendo con amarezza e sconcerto che la maggior parte dei componenti del consiglio di amministrazione fa riferimento al quadro dirigenziale regionale del PdCi e anche alla sua sede legale.

Abbiamo portato immediatamente l’incresciosa questione al nostro comitato regionale. Purtroppo il segretario regionale del Lazio Mario Michelangeli non ha voluto prendere in considerazione la gravità dell’accaduto, anzi ha inveito contro di noi con toni particolarmente accesi.

Abbiamo allora avvertito il segretario nazionale Diliberto senza però ricevere alcuna risposta concreta".

"Preso atto di questo muro di gomma che impedisce di accertare la verità dei fatti - continuano D’Alessandro e Mechelli - riteniamo che sono venute meno le ragioni fondanti per continuare ad aderire al partito dei Comunisti Italiani.

Infatti, pur non esistendo nulla di illegale in questa vicenda che coinvolge la cooperativa Va-Lentina, tuttavia siamo convinti che siano stati calpestati impunemente gli aspetti morali e solidali che rappresentano i valori più importanti della nostra storica tradizione, di quella diversità comunista di cui andava fiero Enrico Berlinguer.

Come possiamo pensare di distinguerci dal centrodestra se vengono commessi errori così madornali e assunti comportamenti eticamente discutibili? Lanciamo un appello al partito di Rifondazione comunista affinchè, nel realizzare un unico soggetto politico comunista insieme ai Comunisti italiani, prenda le nette distanze da questa vicenda, condannandola apertamente e pubblicamente. Come è possibile raggiungere un accordo se la questione morale viene infranta?"

"Continueremo a fare politica perché siamo dei comunisti veri e convinti antifascisti - concludono Maria D'Alessandro e Giuseppe Mechelli -. Appoggeremo alle elezioni provinciali e regionali i candidati di centrosinistra che avranno a cuore, nei fatti e non a parole, le esigenze dei lavoratori e i problemi delle loro famiglie”.

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