 |
| Giulio Marini |
|
|
|
- “Fabrizio Purchiaroni può tornare quando vuole. Le porte di Palazzo dei Priori saranno sempre aperte per una persona che, come lui, ha lavorato con passione, disponibilità e capacità”.
Il sindaco Giulio Marini è convinto dell'assoluta innocenza dell'ormai ex assessore alla Cultura del Comune. “Come ho già detto in consiglio – spiega Marini – ho provato a convincere Purchiaroni a restare perché so che questo è il suo posto.
Ho rinunciato soltanto quando mi sono reso conto che la sua è stata una scelta emotiva e personale. Fabrizio non è colpevole, su questo non ci sono dubbi, ma ha deciso di lasciare la carica di assessore per salvaguardare la sua famiglia, i suoi amici e i suoi colleghi dal turbine di accuse e illazioni che potevano investirli”.
Per ora, quindi, Purchiaroni non c'è. Non risponde al telefono, non c'è a Palazzo dei Priori. Non c'è neanche sul sito internet del Comune che all'indomani dalle dimissioni già non lo annovera più nell'elenco degli assessori della giunta Marini.
“E' solo una situazione transitoria – ribadisce il sindaco tranquillo -. Fabrizio tornerà. Almeno stando alle ultime cose che ci siamo detti questa è la sua intenzione. Non vuole assolutamente chiudere con la politica anche perché sarebbe davvero un peccato.
Grazie a Purchiaroni sono stati avviati dei grandi progetti per Viterbo. Progetti importanti, che forse senza di lui non sarebbero nati. Penso ad esempio alla grande biblioteca che dovremmo realizzare in collaborazione con l'Università o alla mostra sul comunismo. Sono soltanto due episodi, ma possono bastare a far capire alla gente quanto sia valido e capace Purchiaroni”.
L'avviso di garanzia comunque è arrivato e non solo per Purchiaroni, ma anche per Capoccioni, dirigente del settore Urbanistica e centro storico e Falcioni, dirigente dei Lavori pubblici.
“Sì gli avvisi sono arrivati – continua Marini – ma non mi risulta che un avviso di garanzia sia sinonimo di colpevolezza. Anzi. Dovrebbe essere uno strumento di protezione per informare gli interessati che saranno ascoltati dalla magistratura all'interno di un'indagine”.
Mentre l'assessore alla Cultura ha deciso di dimettersi, gli altri due dirigenti sono ancora al loro posto. “E ci resteranno – precisa il sindaco -. Io non ho intenzione di sollevare nessuno dal proprio incarico. Almeno finché ci sono solo avvisi di garanzia. Il resto spetta alla magistratura. Io non sono un giudice”.
Intanto a Palazzo dei Priori gli avvisi di garanzia si accumulano. Purchiaroni, Capoccioni e Falcioni non sono gli unici ad essere indagati. La lista è lunga. Dalle persone implicate nel marasma delle società partecipate all'operazione Dazio.
E dov'è finita la tanto sbandierata “morale” su cui si basa l'amministrazione comunale? “La morale non è affatto messa in discussione dagli avvisi di garanzia – assicura il sindaco Marini -. Il Comune cerca in ogni modo di puntare sulla trasparenza proprio per dimostrare che non ha niente da nascondere. E poi, ci tengo a sottolinearlo, una buona parte dei problemi partono da lontano.
Le società partecipate sono una questione vecchia, iniziata alcuni anni fa. Io e i miei collaboratori non vogliamo insabbiare o nascondere queste vicende. Tutt'altro. Non vediamo l'ora di risolverle. Siamo davvero stanchi di essere assediati da problemi che non abbiamo creato”.
Infine Giulio Marini fa una precisazione sull'operazione Dazio. “Bisogna distinguere tra programmazione amministrativa e messa in pratica. Quegli indagati sono persone che non c'entrano niente con la politica e non è giusto che la giunta ne sia coinvolta. Purtroppo spesso la gente non distingue. Invece la distinzione è d'obbligo. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità.
Il Comune non può certo controllare strettamente ogni azione di ogni dipendente e tanto meno può fare “indagini” eccessive prima di assumerne uno. Se poi escono fuori irregolarità e sbagli, se ne occupa la magistratura”.
Corruzione - Insieme ad altri due dirigenti comunali
Balducci e Purchiaroni indagati
Viterbo - 27 novembre 2009 - ore 1,30
|