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- Aumentano gli insetti potenziali vettori di malattie: quali i rischi nella Tuscia? Un convegno organizzato dal dipartimento di Scienze ambientali dell’Università della Tuscia (DiSa) sottolinea l’esigenza di dotarsi di idonei strumenti di gestione
Negli ultimi anni si è assistito ad un aumento della diffusione di molte specie di insetti potenziali vettori di malattie (zanzare, flebotomi, serafiche) ed all’introduzione di nuove specie (zanzare tigri).
Questo fenomeno, che si inserisce in situazioni ambientali e sociali molto diverse, può correlarsi ad altri eventi, quali cambiamenti climatici, aumento demografico, urbanizzazione incontrollata, deterioramento delle condizioni igienico-sanitarie, mutate pratiche agricole, oltre a certe abitudini ormai radicate tra la gente, che aumentano la possibilità che si creino situazioni di rischio.
Risulta evidente come qualsiasi intervento volto a contenere le popolazioni di questi artropodi deve presupporre una dettagliata conoscenza delle problematiche ambientali peculiari in cui si inserisce, valutando gli impatti a breve ed a lungo termine sugli organismi presenti e sulla biodiversità.
Perciò la gestione del problema degli insetti vettori deve inserirsi in programmi di gestione, conservazione e salvaguardia degli equilibri ambientali e della biodiversità, in armonia con le attività umane che vi si svolgono.
Nel nostro territorio sono presenti molte specie di insetti potenziali vettori di malattie, in densità che negli ultimi anni sono in aumento, ma le iniziative mirate al controllo, informazione ed educazione della popolazione, a scopi preventivi, sono sporadiche e legate solo a certe situazioni locali e temporanee, spesso spronate da proteste dei cittadini e turisti.
I flebotomi, i comuni pappataci, sono presenti in aree rurali, urbane e periurbane poste tra i 400-600 metri sul livello del mare e lungo le coste del nostro territorio, dove si realizzano le condizioni climatiche che consentono loro di svolgere il ruolo di vettore.
Come è noto, i flebotomi sono vettori provati di leishmaniosi canina, malattia in forte aumento nel nostro territorio, che è trasmissibile dal flebotomo all’uomo, provocando leishmaniosi viscerale.
Inoltre, sono stati identificati un certo numero di virus trasmessi da flebotomi, alcuni dei quali (chiamati virus “Toscana” e virus “Arbia”) particolarmente diffusi nell’Italia centrale, dove annualmente causano nell'uomo numerosi casi di meningite e meningo-encefalite benigna.
Le zanzare anofeline rappresentano attualmente potenziali e pericolosi vettori del plasmodio della malaria: essendo presente il vettore, diventa fondamentale tenere sotto controllo i casi di malaria importati nelle aree a rischio.
La ben nota “zanzara tigre”, ormai diffusa in tutte le nostre zone, può trasmettere virus, come dimostrano i circa 200 casi di arbovirosi da Chikungunya nel Ravennate, durante l’estate 2007.
I Culicoidi trasmettono l’agente eziologico del morbo della lingua blu (Blu tongue), che causa gravi patologie del bestiame, con forti ripercussione anche economiche come è successo nel nostro territorio.
Un continuo monitoraggio della distribuzione di questi insetti e una vigile attenzione ai casi di malattia che ogni anno sono presenti sul territorio risultano indispensabili per mettere a punto piani gestionali che diano garanzie di efficacia nel controllo dei vettori e delle malattie da essi trasmesse, di economicità e di tutela ambientale.
Questi temi saranno affrontati e discussi nell’ambito del convegno dal titolo “Insetti di importanza sanitaria in Tuscia: rischi attuali e nella prospettiva dei cambiamenti climatici” che si terrà il 2 dicembre, alle 9,30, presso l’aula magna dell’edificio Disa-Cime (Blocco D), in largo dell’Università a Viterbo.
Al convegno, organizzato dal dipartimento di Scienze ambientali dell’Università della Tuscia (Disa) con il contributo della fondazione Monte dei Paschi di Siena.
Interverranno: il rettore dell’Università della Tuscia, Marco Mancini, l’assessore all’Ambiente della Provincia di Viterbo, Tolmino Piazzai e l’assessore all’Ambiente del Comune di Viterbo Giovanni Arena.
Il direttore del Disa, Anna Maria Fausto introdurrà i relatori: Roberto Romi e Marco di Luca dell’istituto superiore di Sanità; Orlando Armignacco, direttore Malattie infettive dell’ospedale Belcolle; Alberto Brozzi dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana - Sezione Viterbo; Luca Angeli e Roberto Vallorani del Lamma Cres, Cnr-Ibimet; Angelo Tamburro, direttore di Zoologia ambientale dell’Azienda Usl 9 di Grosseto.
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