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Tuscania - L'assessore regionale Giuseppe Parroncini all'inaugurazione di "Botteghe del gusto"
Un percorso tra arte e gastronomia
Viterbo - 29 novembre 2009 - ore 18,00

Giuseppe Parroncini durante l'inaugurazione
- “Sono 8 milioni i turisti che si mettono in viaggio per assistere a manifestazioni dedicate al gusto e ai sapori della tradizione italiana, un numero importante che bisogna attirare investendo sul turismo enogastronomico e sulla qualità dei prodotti della nostra terra. Un obiettivo che hanno recepito gli organizzatori di questo evento che spero sia da esempio per molti altri.”

Con queste parole Giuseppe Parroncini, assessore regionale agli enti locali, alle reti territoriali energetiche, portuali, aeroportuali e ai rifiuti, ha inaugurato sabato pomeriggio nella chiesa di Sant’Agostino a Tuscania la prima edizione delle “Botteghe del gusto e botteghe dell’arte”.

Un percorso all’interno del centro storico della cittadina tra mostre mercato di esperti artigiani, laboratori del gusto, esposizioni d’arte, degustazioni di prodotti tipici e visite guidate.

Protagonista dell’iniziativa l’olio extravergine per il quale è stata realizzata, grazie al finanziamento della Regione Lazio, la “Carta degli oli della Tuscia”, una guida delle migliori dieci aziende del territorio.

“La nostra provincia – ha dichiarato Parroncini – può contare su prodotti d’eccellenza e competere per specificità ed unicità.

L’olio, fratello minore del vino, per le sue peculiarità è un unicum delle nostre zone ed è importante far conoscere al consumatore le sue qualità, le diverse varietà ed aspetti con un manuale che offre allo stesso tempo grande visibilità alle aziende del territorio”.

“Mi è piaciuta – ha concluso l’assessore plaudendo all’iniziativa – l’idea di abbinare l’arte e la cultura ad un evento enogastronomico e la volontà di riscoprire attraverso l’esibizione di maestri artigiani, i mestieri di una volta, la manualità, la creatività che adoperavano nel loro lavoro. E’ un modo per salvaguardare la nostre radici, quel patrimonio culturale che non bisogna perdere”.

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