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| Radames Petti |
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Riceviamo e pubblichiamo - Si sa che con l’avvicinarsi delle elezioni in politica si apre una gara a chi la spara più grossa.
Certo però che quando a dare lezioni di buon governo nel trattamento dei dipendenti è un politico, pure preparato, come l’ex sindaco di Bolsena, sembra quasi di vivere in una fiaba e viene voglia di stropicciarsi gli occhi per vedere se quello che si sta leggendo corrisponda a verità o sia semplicemente un sogno.
E’ di appena pochi giorni fa la richiesta, avanzata pubblicamente dal sottoscritto, di avere delucidazioni sulla procedura adottata per chiamare al lavoro nel comune da lui amministrato una persona, apparentemente senza alcuna procedura comparativa.
Abbiamo più volte sollevato il problema, quando lui era sindaco, delle posizioni di responsabilità date (e in un caso immediatamente tolte) a dipendenti, meritevoli, per carità, ma senza utilizzare alcun criterio. E dello scompiglio creato presso i vari uffici, dove una serie di generali comandano truppe inesistenti.
Oppure dovremmo andare a vedere i tanti pensionamenti ai quali si è assistito durante il suo mandato di dieci anni. Persone che non sono state rimpiazzate con regolari concorsi pubblici, mentre per contro ci sono altri che lavorano in Comune, ma se si cerca di capire a quale titolo, ci si addentra in un labirinto di scatole cinesi (multiservizi, cooperative, e chi più ne ha più ne metta) che per uscirne vivi servirebbe veramente il filo di Arianna.
O ancora si dovrebbe chiedere al vice sindaco moralista come mai l’ex titolare dell’ufficio tecnico viene relegato in una stanzetta a fare niente (a stipendio pieno, attenzione), operazione dal “vago” profumo di mobbing, mentre per la titolarità del suo ex ufficio viene chiamata una persona esterna, a contratto, aumentando di fatto a dismisura le spese che i cittadini devono affrontare per avere lo stesso servizio.
Per tacere dell’unico concorso indetto lo scorso anno e che ha riguardato la sua segretaria.
Tutte domande alle quali stiamo ancora aspettando risposte. E lui, invece di dare risposte e fugare i nostri dubbi, si erge a moralizzatore e pone dubbi sull’operato della giunta Mazzoli per quanto riguarda il personale. Come dire: da che pulpito viene la predica!
Caro vice sindaco Equitani, come diceva Totò… “Ma ci faccia il piacere!”
Radames Petti
Pd Bolsena
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