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- Bruno Ronchi nuovo preside della Facoltà di Agraria è laureato in medicina veterinaria ed è approdato all’Università della Tuscia alla metà degli anni ottanta. E’ dal 2000 Professore Ordinario di “Nutrizione e alimentazione animale”.
E’ Autore di oltre 170 pubblicazioni scientifiche riguardanti principalmente le relazioni tra metabolismo, risposta immunitaria e benessere in animali di interesse zootecnico; la presenza di inquinanti ambientali in prodotti di origine animale.
Lo incontriamo nel suo studio e ci espone quale sarà il suo programma e come intende dare la propria impronta alla struttura che dovrà presiedere.
“La nostra Facoltà dovrà moltiplicare gli impegni per migliorare la qualità della didattica, dice il professor Ronchi, attraverso una serie di iniziative strategiche. Occorre una offerta formativa solida, chiara, innovativa e dinamica. La nostra Facoltà dovrà essere capace di proporre e realizzare concretamente percorsi didattici proiettati al futuro dei settori agro-industriale e forestale.”
Ma come arrivare a questo?
“Innanzitutto potenziando le azioni rivolte all’orientamento, con la creazione di un dialogo forte e costante con gli istituti di istruzione secondaria del territorio, dice il professor Ronchi, ma anche con il tutorato per comprendere i problemi di inserimento degli studenti ai vari livelli della vita universitaria. Una delle mie prime iniziative sarà l’istituzione del “Garante degli Studenti”, una figura rivolta alla raccolta di elementi “critici” e alla soluzione dei problemi prospettati dagli studenti.”.
Quali altre novità?
“La Facoltà, afferma il preside, dovrà rivedere e potenziare i metodi di valutazione dell’efficacia della didattica utilizzando “sistemi di autovalutazione” più rigorosi e costanti. Dovranno essere sottoposti periodicamente a valutazione i progressi conseguiti nei punti critici. E’ necessario anche concretizzare la figura del “manager didattico” che avrà il compito di garantire una gestione efficiente ed efficace dei processi formativi anche sulla base dei risultati positivi ottenuti con le esperienze “Campus”.
Come si relazionerà con centri universitari internazionali?
Si dovrà rafforzare la nostra presenza nello spazio europeo dell’istruzione superiore. Occorre per questo potenziare la collaborazione con il Centro Linguistico d’Ateneo per essere al passo con il crescente standard qualitativo internazionale di conoscenza delle lingue straniere. In questa ottica si inquadra la formazione specifica di personale addetto all’internazionalizzazione”.
Le strutture della Facoltà?
“Da tempo, dice il professor Ronchi, si avverte la necessità di ampliare gli spazi della Facoltà, per far fronte alle crescenti esigenze di laboratori e di studi per il personale, nonché per creare spazi di accoglienza e ritrovo per gli studenti. Esistono prospettive concrete di dare una risposta a tali esigenze recuperando spazi che si renderanno liberi nei prossimi anni nel campus Riello. Nel breve periodo occorre intervenire con un progetto straordinario di sistemazione della struttura esistente, per renderla più funzionale e gradevole sul piano estetico. Non va poi trascurata la sistemazione ordinaria delle aree verdi intorno alla Facoltà, anche al fine di realizzare delle isole di ritrovo per i nostri studenti.
Ma anche i rapporti con il territorio sono importanti.
“Certamente, dice il Preside, anche perché la Facoltà di Agraria ha una naturale propensione al dialogo con il territorio per lo sviluppo del sistema produttivo e per la gestione delle risorse naturali sia in campo agro-industraile che in campo forestale. Negli anni la nostra Facoltà ha prodotto numerose convenzioni che testimoniano lo stretto legame con enti pubblici e privati, da sempre improntati alla massima professionalità e alla elevata qualificazione tecnica. Questo rapporto va ulteriormente ampliato. Intendiamo creare, tra l’altro, un tavolo permanente tra la nostra Facoltà e i rappresentanti di associazioni e professioni del mondo agricolo e forestale”.
Insomma un programma impegnativo.
“Certo, ma sono sicuro che non mancherà la collaborazione di tutti per elevare sempre di più il ruolo dell’Università della Tuscia non solo in ambito nazionale ma anche internazionale”.
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