| Riceviamo e pubblichiamo
- L’approvazione del documento di solidarietà al presidente Berlusconi avvenuta ieri da parte del consiglio comunale di Viterbo evidenzia servilismo, demagogia e faziosità. Per questo motivo io ed altri consiglieri di opposizione non abbiamo partecipato a quel voto.
Avevo infatti avanzato un emendamento all’ordine del giorno in discussione, proponendo di esprimere analoga solidarietà al presidente della Camera, Fini, al Ministro delle Riforme, Bossi, ed al direttore de “Il Riformista” Polito, tutti oggetto di minacce nella stessa lettera in cui veniva “preso di mira” anche il presidente del Consiglio e nella quale i tre venivano invitati a rassegnare le dimissioni ... “entro le 23,59 del 16 ottobre”!
Ritenevo poi che una espressione di solidarietà andasse indirizzata anche al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale, organi di suprema garanzia istituzionale, contro i quali sono stati rivolti nelle ultime settimane pesanti ed inqualificabili attacchi che potrebbero incoraggiare gesti violenti da parte di qualche sconsiderato.
Ebbene: la maggioranza del consiglio comunale ha respinto l’emendamento: ha cioè rifiutato di esprimere solidarietà al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera Gianfranco Fini, al Ministero delle Riforme Umberto Bossi, alla Corte Costituzionale, al Direttore del quotidiano “Il Riformista”!
A parte che lo stesso Gianfranco Fini ha ritenuto che la lettera di minacce indirizzata a “Il Riformista” non fosse da prendere proprio in considerazione (“auspico che non si apra un dibattito sul nulla, perché ho letto la lettera ed è palesemente il delirio di un folle” ha dichiarato nella immediatezza), mi risulta comunque che né il Governo, né il Parlamento, né altre assemblee elettive in giro per il Paese abbiano ritenuto di dover prendere una simile iniziativa.
I “berluscones” del Consiglio Comunale di Viterbo sono più berlusconiani di Berlusconi!
Ma anche ammettendo di doverlo fare: perché una solidarietà così selettiva, tanto da non esprimerla anche al Presidente della Camera ed al Ministro per le Riforme?
Prova di assoluta insensibilità istituzionale è poi il rifiuto di solidarietà al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale.
E’ chiaro che in questa espressione del Consiglio Comunale non vi è altro se non l’ennesima prova di servilismo di “berluscones” proni all’opera di strumentalizzazione a fini vittimistici di una vicenda personale, quella di Berlusconi, che sta condizionando in misura ormai inaccettabile la vita politica e istituzionale italiana.
E’ riprovevole che in un Comune devastato da inchieste giudiziarie e sfascio amministrativo e finanziario i “berluscones” impegnino il Consiglio in queste operazioni di pura demagogia e strumentalizzazione politica.
Enrico Mezzetti
Consigliere comunale Sinistra e Libertà
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