|
- Condividere e implementare le indicazioni di buona pratica clinica per l’assistenza all’ictus e avviare la costruzione di una rete professionale dedicata a questa patologia impattante a livello sociale.
Sono gli obiettivi che si prefigge di raggiungere la conferenza di consenso del mondo professionale della Ausl di Viterbo che si terrà sabato 28 novembre (domani) a Palazzo Doria Pamphilj di San Martino al Cimino.
Si tratta di un appuntamento importante per la sanità viterbese perché, grazie a questo momento di confronto e di definizione di percorsi specifici e condivisi, il progetto della costituzione della rete professionale integrata per l’assistenza all’ictus entra nella sua fase operativa. Gli operatori sanitari appartenenti ai settori clinico, diagnostico, curativo e riabilitativo dell’azienda, infatti, daranno un contributo concreto per vivere, metabolizzare e condividere le nuove pratiche che saranno applicate, esercitando una adesione di consenso su quanto sarà proposto e concordato.
La giornata, i cui lavori inizieranno alle ore 9,30, sarà presieduta dal direttore generale della Ausl di Viterbo, Adolfo Pipino. Parteciperanno, inoltre, alcuni rappresentanti del mondo scientifico nazionale in qualità di referees. Tra questi, vanno citati Stefania Gabriele dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio, Donata Guidetti, direttore dell’Unità operativa di Nefrologia dell’ospedale di Piacenza, Andrea Tessitore della Società italiana Studio Stroke.
Cinque sono le sessioni di approfondimento introdotte nel programma che approfondirà aspetti che vanno dall’inquadramento clinico della patologia al ricovero appropriato del paziente, dalla diagnosi e terapia in acuto dell’ictus ischemico ed emorragico alla terapia di prevenzione secondaria medica, fino alla riabilitazione precoce e alla continuità assistenziale ospedale territorio.
Con l’istituzione della rete integrata per l’assistenza all’ictus, tra l’altro, il paziente entrerà in un percorso professionale nel quale non sarà mai lasciato solo anche dopo la fine del ricovero ospedaliero e potrà beneficiare di un corretto flusso informativo che gli operatori sanitari coinvolti si scambieranno costantemente al fine di una presa in carico appropriata ed efficiente.
Si tratta di un passo in avanti determinante nella diagnosi, nella cura e nella riabilitazione di una patologia molto diffusa nella popolazione.
L'ictus cerebrale, infatti, è la causa più frequente di disabilità in persone adulte e una delle più frequenti cause di morte. Due terzi dei casi si verificano sopra i 65 anni, ma possono essere colpite anche persone giovani.
|