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- Parte il piano casa approvato l’estate scorsa dal consiglio regionale del Lazio. E si aprono nuove opportunità di lavoro per il mondo delle costruzioni, ovvero, se fissiamo l’attenzione sull’artigianato della Tuscia, per una rete di più di 4.000 imprese. L’operatività scatta il 5 dicembre, poiché fino al 4 i Comuni hanno tempo per specificare i contenuti della legge a livello locale.
Secondo Enio Gentili, presidente regionale e provinciale di Cna Costruzioni, “il provvedimento può aiutare il rilancio di un comparto in grande difficoltà, per il quale le previsioni non sono rosee. Secondo recenti proiezioni del Cresme, dovrebbe attivare, nell’intera regione, circa 2,9 miliardi di investimenti e creare 48mila occupati.
C’è bisogno però, perché ciò accada, di una vasta campagna informativa che stimoli l’attuazione della legge”. Per questa ragione, l’associazione di categoria ha promosso per lunedì prossimo, 30 novembre, a Viterbo, un seminario aperto a tutte le imprese interessate. L’appuntamento è fissato per le ore 17 presso la sala convegni del Cefas (in viale Trieste 127).
“Questo di lunedì -dice Gentili- è il primo incontro che la presidenza ha messo in calendario, dopo una discussione approfondita sulla normativa. Ne seguiranno altri, anche presso le nostre sedi territoriali. Ovviamente, è sempre attivo, presso la Cna, un servizio al quale gli imprenditori possono rivolgersi per ricevere informazioni e consulenza”.
Come spiega Maurizio Mancini, responsabile provinciale di Cna Costruzioni, “il piano casa consente l’ampliamento del 20 per cento per il patrimonio residenziale con volume non superiore ai mille metri cubi e del 10 per cento per gli edifici destinati all’artigianato e alla piccola industria con superficie non superiore ai mille metri quadrati.
Ma contiene anche altri aspetti qualificanti. In presenza, infatti, di territori di particolare pregio ambientale, naturalistico e culturale, le amministrazioni locali possono predisporre programmi integrati che contemplino sia la demolizione-ricostruzione di edifici, sia lo spostamento degli stessi al di fuori dell’area vincolata. In questo caso, il premio di cubatura sale fino al 50 per cento. Per quanto riguarda, invece, le zone del litorale, l’incremento viene portato al 60 per cento, se la nuova destinazione dell’edificio è turistico-ricettiva. Stesso discorso, con cubatura ferma al 40 per cento, se il programma integrato interessa una zona urbana da riqualificare o una periferia con funzioni eterogenee”.
Ampliamento e riqualificazione del patrimonio esistente, dunque. Mancini pone altresì l’accento sulle novità riguardanti l’edilizia sociale: “Sono ampliate le possibilità di intervento da parte della Regione, che non si limiterà più all’edilizia agevolata (ad esempio, le cosiddette zone 167) e all’edilizia sovvenzionata (case popolari), ma potrà proporre alloggi in affitto a canone sostenibile o con diritto di riscatto. La legge prevede, inoltre, un piano straordinario di durata decennale per realizzare nuove case popolari”.
Infine, la semplificazione delle procedure: è abbreviato l’iter per l’avvio dei lavori.
“Consideriamo importante -sottolinea Gentili- la scelta di legare gli interventi al miglioramento della qualità del costruire, al rispetto della normativa antisismica e all’efficienza energetica”.
La partecipazione al seminario di lunedì è gratuita. Info: Cna Costruzioni, 0761.2291.
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