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Legge fine vita - Interviene l’associazione Viterbese cremazione
Violati i diritti individuali
Viterbo - 30 marzo 2009 - ore 1,40

- L’Assemblea dei soci dell’associazione Viterbese per la cremazione, al termine dei lavori dell’assemblea annuale, ha approvato all’unanimità il seguente Ordine del giorno:

“I soci dell’Associazione Viterbese per la Cremazione esprimono grave preoccupazione e netta contrarietà ai contenuti della legge sul testamento biologico approvata dal Senato. Tale legge calpesta uno dei diritti fondamentali dell’individuo, garantito dall’art 32 della Costituzione: la libertà di rifiutare qualsiasi trattamento sanitario.

La legge approvata dal Senato nega il diritto di ogni persona di dire no all’accanimento terapeutico e impone l’obbligo dell’alimentazione e dell’idratazione artificiali. E’ prevista, sì, la possibilità di un atto notarile – da rinnovare ogni cinque anni – ma il medico può non tenerne conto e decidere contro la volontà del paziente, dichiarata e sottoscritta.

I soci, pertanto, impegnano l’Associazione Viterbese per la Cremazione a promuovere l’informazione dei cittadini sulle problematiche del fine vita, a difesa degli inviolabili diritti individuali, tutelati dalla Carta Costituzionale, e approvano la proposta della presidenza di organizzare un incontro pubblico per il prossimo 4 maggio”.

Per l’associazione Viterbese Cremazione
Angela Giovagnoli

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