Riceviamo e pubblichiamo
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| Alvaro Ricci |
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- In questo momento di grave crisi economica, purtroppo strutturale, è necessario che le istituzioni, dal governo agli enti locali debbono serrare le fila e mettere in campo tutte le loro risorse economiche, progettuali ed organizzative, al fine di rendere meno pesanti gli effetti a volte anche devastanti che questa crisi mette sulle spalle dei lavoratori, delle fasce più deboli e delle attività produttive.
In particolare, per quel che riguarda il nostro comune, il peso va a gravare sulle piccole e medie imprese, sugli artigiani e sui lavoratori autonomi in genere, oltre, ovviamente, l’aspetto sociale che riguarda tutti quei cittadini che nell’edilizia residenziale pubblica vedono l’unica via per risolvere il problema della casa.
Il dilagante ricorso alla casa integrazione (“fortunato chi ne ha diritto”) a cui le imprese sono costrette a ricorrere, ma che troppo spesso è anche diventata l’anticamera del licenziamento, segna la gravità della situazione.
Davanti a tale grave emergenza sociale si deve rispondere con provvedimenti straordinari adeguati al fenomeno che si intende contrastare.
La Regione Lazio, lo sta facendo con interventi forti e significativi, dando risposte concrete ai bisogni emergenti delle fasce più deboli e senza tutele.
La legge recentemente approvata sul reddito minimo garantito è un segnale forte ed inequivocabile e l’ultimo di una serie di provvedimenti che vanno in questa direzione.
Basta ricordare i sostegni economici erogati ai comuni per i contributi ai canoni di locazione, al pagamento dei mutui, alle rette per le residenze sanitarie assistete per gli anziani.
Non vedo, purtroppo, altrettanto dinamismo da parte del Comune di Viterbo.
Come è noto, nella nostra provincia e non solo, l’attività edilizia è stata spesso sostegno fondamentale per l’economia locale.
Se poi si tratta di edilizia finalizzata alla costruzione di alloggi “popolari” e di alloggi costruiti da cooperative ed imprese con finanziamenti pubblici regionali, non c’è alcun dubbio che andrebbe messa in e essere ogni azione atta rilanciarla.
Proprio non riusciamo a comprendere come sia possibile che la Regione Lazio ha stanziato finanziamenti per imprese e cooperative per circa 400 alloggi da destinare a chi non è proprietario di case, da realizzare su aree pubbliche (i cosiddetti piani di zona) e niente si muove.
Di fatto sono bloccati investimenti per oltre 40.000.000 di euro e sapete perché?
Perché non vengono realizzate le urbanizzazioni dei Piani di Zona localizzati dal Comune in località “Sbarri” e “Acquabianca”.
Essendo i costi per le urbanizzazioni a carico dei privati proprietari delle aree e quindi oneri che non gravano sulle casse della pubblica amministrazione, rimane ancora più incomprensibile questa paralisi.
Già in più occasioni il gruppo Consigliare del Partito Democratico ha chiesto notizie al riguardo senza però avere alcuna risposta e presenterà presto una mozione per portare la discussione in consiglio comunale.
Pretendiamo risposte chiare e inequivocabili su queste questioni , ritenendo l’avvio di tali interventi un contributo importante per favorire la ripresa, dare un po’ di ossigeno all’imprenditoria locale e dare risposte al problema abitativo.
Alvaro Ricci – Coordinatore Comunale Pd Viterbo