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- Una tecnica ultramoderna per la cura della calcolosi renale, un enorme beneficio per gli utenti della Tuscia, una riduzione notevole della mobilità passiva e una significativa riduzione dei costi per l’azienda sanitaria locale.
Sono questi solo alcuni dei benefici legati alla dotazione del litotritore extracorporeo donato questa mattina all’Unità operativa di Urologia di Belcolle, diretta da Antonio Rizzotto, da parte della Fondazione Carivit e della Carivit.
La cerimonia di consegna dell’apparecchiatura sanitaria è avvenuta presso il centro congresso Domus a La Quercia alla presenza di numerosi operatori sanitari della Ausl di Viterbo accorsi per festeggiare questa nuovo e importante equipaggiamento tecnologico di cui potrà usufruire il nosocomio viterbese e che pone rimedio a un gap, fino ad oggi, esistente nei confronti di diverse strutture ospedaliere che operano nelle regioni limitrofe alla provincia di Viterbo.
All’incontro di questa mattina sono intervenuti il presidente della Fondazione Carivit, Francesco Maria Cordelli, il presidente della Carivit, Aldo Perugi, il direttore dell’unità di Urologia, Rizzotto, l’amministratore delegato di Dornier MedTech Italia srl (l’azienda produttrice del litotritore), Carmine Piscopo, e il direttore generale della Ausl, Giuseppe Aloisio.
La litotrissia extracorporea consiste nella produzione di onde d'urto in un mezzo liquido con diversi tipi di generatori e nella focalizzazione di queste onde sul calcolo da frantumare. La tecnica è stata sperimentata, per la prima volta, nel 1985 e oggi è considerata unanimemente dal mondo scientifico uno dei modi più efficaci per curare questo tipo di patologia renale che interessa, sempre di più, un numero considerevole di persone a livello globale.
Il macchinario è stato acquistato grazie al contributo della Fondazione Carivit e della Carivit stessa, con una partecipazione della Ausl di Viterbo per la somma mancante.
“Il nostro coinvolgimento in questo progetto – ha spiegato il presidente della Fondazione, Cordelli – risponde a quello spirito di sussidiarietà che è insito nel nostro codice genetico e attraverso il quale intendiamo partecipare e far partecipare tutti all’interesse sociale”
“La giornata di oggi – ha, poi, aggiunto il presidente della Carivit, Perugi – è l’esempio di come un istituto bancario possa essere al servizio del territorio, senza rinunciare alla sua natura commerciale”.
“Negli ultimi quattro anni – ha, infine, concluso il direttore generale della Ausl di Viterbo Aloisio - la collaborazione tra la nostra azienda sanitaria, la Fondazione Carivit e la Carivit è stata una delle sinergie virtuose che ha prodotto, per la provincia viterbese, dei benefici tangibili sotto il profilo assistenziale, sociale e per la salvaguardia del patrimonio storico, artistico e architettonico di nostra proprietà. Per questa ragione, sento il dovere di ringraziare pubblicamente i dirigenti della Fondazione e della Carivit per non aver mai fatto mancare concretamente il loro appoggio alle nostre richieste e per aver risposto positivamente agli input da noi lanciati”.
L’intervento del direttore generale, approfittando della presenza di due interlocutori istituzionali con i quali c’è sempre stato un confronto franco e leale sulle prospettive di crescita della sanità locale, è servito anche per fare il punto su quanto è stato fatto dall’azienda, dal 2005 a oggi, e su quello che c’è ancora da fare.
Si è parlato, quindi di progetti e iniziative realizzate per le strutture ospedaliere, per il territorio, per l’organizzazione interna, per la costituzione delle reti integrate assistenziali, per il personale, per il potenziamento e all’ammodernamento delle infrastrutture, delle attrezzature e delle tecnologie.
“Una mattinata positiva – ha commentato Aloisio – incoraggiante e, niente affatto, straordinaria di buona sanità”.
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