- Rimpasto in Provincia, si va ai tempi supplementari?
Sembra essere questo l’ultimo (forse) colpo di scena nella complicata vicenda dell’allargamento all’Udc della maggioranza.
Sta di fatto che il Pd oggi dovrebbe chiedere di rinviare il consiglio provinciale fissato per lunedì, quando si sarebbe dovuto discutere della situazione politico amministrativa a palazzo Gentili.
Una richiesta per cui si sono messe in moto le segreterie regionali. Resta da capire se sarà accettata. E cosa ne pensa Alessandro Mazzoli. Che è democratico, ma è anche il presidente della Provincia e rappresenta tutti i partiti delle sua coalizione e tutte le sfumature che hanno assunto su questa vicenda.
La situazione resta complessa.
Perché lungo il cammino accidentato della verifica, si sono abbattuti diversi imprevisti. Non ultima la posizione di Rifondazione Comunista. Da sempre contraria all’allargamento, adesso, con l’orientamento del Pd a votare una legge elettorale per le Europee con uno sbarramento al quattro per cento, contro il rimpasto ci si mette pure una questione nazionale.
Perché il segretario Ferrero è pronto a uscire da tutte le amministrazioni dove Rc governa con il Pd. Provincia compresa.
Tanto che l’altro giorno durante una riunione di maggioranza con i capigruppo, i due consiglieri Miccini e Fortuna hanno fatto presente di non poter garantire la loro presenza in maggioranza. Perché se da Roma dovesse arrivare l’indicazione d’uscire, loro uscirebbero.
Ma c’è anche Giuseppe Brachetti (Rosa per l’Italia). Che è pronto a lasciare anche lui la maggioranza. Per ragioni esattamente opposte.
Aveva già avvertito gli alleati. Se non si fa l’accordo con l’Udc, lascerà la maggioranza. Visto che la sua formazione confluirà nell’Udc.
A lunedì mancano tre giorni. Con questi presupposti, saranno tre lunghi giorni.