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- Dopo il successo ottenuto con l’evento Gospel sulla via Francigena in collaborazione con il Roma Gospel Festival il Tuscia in Jazz ritorna a inizio anno con un grande evento.
Venerdì 8 gennaio all’Osteria San Pellegrino di Viterbo debutterà la rassegna Osteria del Jazz.
Il primo concerto di questo nuovo appuntamento del Tuscia in Jazz porterà nella città dei Papi il grande jazz italiano. Protagonista della serata saranno il giovanissimo talento Leonardo Corradi e uno dei più rappresentativi jazzisti italiani, per la prima volta a Viterbo, Flavio Boltro.
Il trombettista torinese infatti mai prima d’ora di era esibito nel capoluogo viterbese.
“ Questo nuovo appuntamento del festival – dichiara Italo Leali direttore del festival – nasce quasi per caso.
Con Alberto Meloni proprietario dell’Osteria San Pellegrino abbiamo deciso di dare vita a questa rassegna convinti, che anche gli amanti di questa musica di Viterbo, meritassero dei concerti con i grandi interpreti senza bisogno di doversi recare in provincia o fuori.”
Il trio sarà composto da Leonardo Corradi all’hammond, Flavio Boltro alla tromba e Fabio Rotondo alla batteria.
Di seguito una breve biografia di Leonardo Corradi:
Leonardo Corradi nato nel 1992 a Sarzana e residente a La Spezia, a soli 17 anni rappresenta uno delle migliori nuove realtà del jazz italiano. Un vero talento precoce.
A 2 anni inizia a suonare la batteria. Ad 8 anni si avvicina al pianoforte e subito vince una borsa di studio ad un concorso per giovani musicisti dove si classifica secondo. Nel 2004, a soli 12 anni, assiste grazie al padre Andrea ad un concerto del grande Jimmy Smith e da quel momento si dedica solo all'hammond. Studia con Alberto Marsico, Joey De Francesco e Tony Monaco.
A quest'ultimo si lega particolarmente diventandone il pupillo. Nel 2009 partecipa a due premi.
Il primo a Genova il Light House dove si aggiudica il primo posto ed al Jimmy Woode Award al Tuscia in Jazz Festival, dove malgrado la giovane età e la presenza di molti artisti provenienti da tutto il mondo, si classifica al secondo posto come band e viene nominato miglior talento al premio da una giuria composta da: Kenny Barron, Tony Monaco, Eddie Gomez, Dado Moroni, Bobby Watson, Ray Mantilla, Flavio Boltro, Shawnn Monteiro, Don Lucof, Antonio Ciacca, Eddy Palermo, Karl Potter, Giorgio Rosciglione, Gege Munari, Francisco Mela ed Italo Leali.
Quest'ultimo direttore del Tuscia in Jazz ne rimane talmente entusiasta e decide insieme al direttore artistico dell'etichetta Tuscia in Jazz Live Mauro Dolci di produrre il suo primo disco. Da prima lo fà studiare con Eddie Gomez e Tony Monaco.
In seguito lo porta in tour con Karl Potter & Funk It Up in importanti festival come: Narni Black Festival, Ischia Jazz e Tuscia in Jazz Festival dove subito entusiasma il pubblico ricevendo importanti apprezzamenti da esperti del settore.
A settembre inizia invece la registrazione del suo primo disco. Mauro Dolci, che ne curerà la direzione, ed Italo Leali gli affiancano artisti come: Abraham Burton, Tony Monaco, Eddy Palermo, Gege Munari, Massimo Davola e Fabio Rotondo.
Di seguito una breve biografia di Flavio Boltro
Flavio Boltro nasce a Torino il 5 maggio 1961. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio, dove si reca un giorno alla settimana per prendere lezioni da Carlo Arfinengo (1a tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino).
Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti importanti, che coincidono con l'incontro di due formazioni che saranno per lui l'occasione di farsi conoscere e apprezzare.
La prima è Lingomania famoso quintetto, formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio alla tromba.
Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e raggiunge il grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell'Anno.
Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente. La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso a cui successivamente si aggiunge anche Joe Lovano.
Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’Onj, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’Onj, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani.
Fabio Rotondo energico batterista di Cajanello, scoperto dal Tuscia in Jazz questa primavera in soli 7 mesi ha già suonato con importanti artisti del panorama nazionale ed internazionale come Shawnn Monteiro, Tony Monaco che lo ha voluto nel suo trio italiano, Flavio Boltro, Ray Mantilla, Karl Potter, Abrahm Burton, Massimo Davola solo per citarne alcuni.
L’ingresso alla serata compresa la cena è di 35 euro e avrà luogo a partire dalle 21. Info 393 9511130 prenotazioni 0761 321632 o 345 2656773 (posti limitati)
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