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Teresa Sestito Cascitti, consigliere comunale Pdl
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Riceviamo e pubblichiamo - Sembrava imminente l’apertura della casa famiglia dal momento in cui ho lasciato la maggioranza, il rallentamento dei lavori era dovuto solo a un problema politico, ma l’amministrazione Marconi-Marini, nonostante le mie numerose interrogazioni in consiglio comunale si è ben guardata a smentire la sua cronica inefficienza e incapacità.
L’assessore Zelli, inoffensivo ai voleri del sindaco Marconi e al Pd, non ha mai risposto alle interrogazioni, alle richieste dei cittadini sull’apertura rispondeva invece che “era tutto a posto ”.
Tutto era pronto per far fare un’ulteriore parata al sindaco, (sempre su ciò che altri hanno creato) ma del taglio del nastro ancora non c’è traccia.
Per il timore che la casa famiglia diventi una “cattedrale nel deserto” sento il dovere di chiedere lumi ai competenti Uffici: europei, nazionali, regionali e Asl, oltre ai sindaci dei 13 comuni del distretto VT4.
Forse, qualcuno ha dimenticato che i fondi europei hanno delle precise finalità e tempi rigidi da rispettare... Oppure, l’amministrazione ha già deciso di restituire la somma dell’investimento a danno e beffa, ancora una volta, dei cittadini contribuenti e dei problemi del territorio?
Una struttura nata per l’esigenza di sostenere situazioni di forte disagio minorile all’interno del distretto socio-sanitario VT 4, prevista nel Piano di zona distrettuale, una risposta importante per tutto il territorio dei 13 comuni, con Vetralla comune capofila che fin dal 2004 aveva messo a disposizione la struttura dell’ex scuola elementare di Mazzocchio.
L’ex edificio scolastico è stato ristrutturato grazie ai finanziamenti della Comunità Europea inerenti al Docup OB.2 Lazio 2000-2006 – Asse III Valorizzazione dei Sistemi Locali relativi all’esercizio finanziario anno 2005.
Un progetto nato per rispondere a una forte esigenza sociale proprio dei minori, considerando anche il grosso impegno economico che il Comune deve sostenere nel proprio bilancio per i numerosi casi di bambini dati in affido familiare e in varie strutture di accoglienza, proprio nelle case famiglia e spesso lontani dal territorio, moltissimi fuori provincia.
Una lodevole iniziativa progettata dall’Ufficio del Piano del distretto e promossa dall’allora sindaco Aquilani unitamente ai sindaci dei comuni del distretto, con la partecipazione, come previsto dal bando comunitario, del Consorzio Copernico che si faceva promotore dell’iniziativa con la creazione di una nuova impresa sociale, questo, aveva richiesto ulteriori fondi per l’arredo della struttura (delibera di giunta 228 del 2004).
Appena delegata come assessore al settore nel giugno 2006, la Regione Lazio comunicava che il progetto sarebbe stato finanziato per il costo totale di 410.000,00 euro, di cui il 10% era a carico dell’amministrazione comunale.
Il mio impegno per portare alla regione il progetto definitivo e iniziare l’iter per la realizzazione è stato sempre incomprensibilmente trascurato, ma la mia tenacia non ha avuto debolezze fino all’ultimo giorno nelle mie funzioni, sinceramente, sostenuta anche da alcuni cittadini che alla casa famiglia avevano fortemente creduto.
Ho lasciato l’assessorato a giugno 2008 con i lavori in carica all’assessorato ai Lavori Pubblici e terminati nel mese precedente.
Per l’apertura mancava solo il taglio di alcuni pini nel giardino antistante, perché ritenuti poco sicuri, ma tutto diventava irraggiungibile.
Finalmente, una delibera del 17 ottobre 2008 liquida con molto ritardo la ditta appaltatrice dei lavori, quindi era giusto pensare: è fatta! No, pensavo male, i tempi canonici dell’amministrazione Marconi devono arrivare ad un ulteriore record!
Non si capisce ormai quali motivi ostacolano l’assessore Zelli a rinviare ulteriormente l’apertura.
Teresa Sestito Cascitti
Il Consigliere del Pdl
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