Riceviamo e pubblichiamo - Prevedibile la risposta piccata e senza contenuti dell’assessore ai Lavori pubblici che, peccando di presunta non colpevolezza, ha ceduto alla tentazione di rispondere con toni minacciosi a una semplice richiesta di concretezza politica.
Preferisco rispondere con un tono diverso da quello usato dall’assessore, scegliendo di mantenere un giusto rapporto tra cittadino e amministratore, che è lo stesso rapporto che noi operatori turistici abbiamo con i nostri clienti, a cui dobbiamo ascolto e risultati tangibili.
E’ importante che a parlare siano proprio loro, i turisti, che rimangono comunque i nostri interlocutori, coloro che hanno subito le inefficenze e ai quali dovremo delle risposte.
Per questo Romolo De Angelis, Paolo Capotosti, Roberta Martino, Alfredo Cerasari, lasciano volentieri il loro nome e cognome per assere contattati dagli amministratori il prossimo anno per sapere se torneranno a passare le vacanze a Tarquinia.
Io vorrei che Romolo ci perdonasse se passeggiando sul lungomare è finito nella buca di un palo della luce, mancante da mesi, sulla quale nessun assessore ha dato spiegazioni di un così orribile ritardo.
Ebbene ha rischiato una gamba, ed è convinto che la zona delle case bianche è stata volutamente abbandonata, tenuta buia e sporca, come fosse una zona di serie B.
Vorrei che Alfredo Cerasari, che abita vicino al fosso dei giardini, non debba più temere incidenti alle pompe di sollevamento, dei quali conserva troppe immagini e video, anche recenti. E mi auguro anche che possa vedere valorizzata la sua casa, con un sistema fognario migliorato.
Vorrei che Paolo Capotosti di sera non avesse paura di veder girare sua figlia in bicicletta vicino a una pineta abbandonata e sporca, magari per vederla il prossimo anno pulita e illuminata.
Infine vorrei che Roberta, che ha evitato di fare il bagno per tutta l’estate, parlasse bene di Tarquinia, tanto da invogliare altri a tornarci.
Il punto è questo: dobbiamo riuscire a dare una speranza che i problemi si possono risolvere e che per questo c’è qualcuno che deve impegnarsi.
E’ innegabile che il ruolo di chi denuncia sia severo, ma dietro non vi è certo rancore, semmai delusione, aver partecipato a far vincere una squadra che, non riesce ad ascoltare neanche i propri elettori.
C’è sempre da imparare.
Marzia Marzoli
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