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Intrvengono Maria Antonietta Russo, Alfiero Spadoni e Umberto Fusco di Viterbo Vola
"Ma a cosa serve il Savit? A nulla"
Viterbo - 29 agosto 2009 - ore 14,40

Riceviamo e pubblichiamo - Si rinnova il consiglio d’amministrazione della società Aeroporto di Viterbo e il suo collegio sindacale.

Ma a cosa serve la Savit Spa? Ora a nulla. Serve solo a sperperare soldi del contribuente ed attribuire poltrone e gettoni di presenza ad amici degli amici di turno.

Tale società costituita nel 2001 tra la Camera di commercio, il Comune e l’amministrazione provinciale di Viterbo col nobile scopo di provvedere allo sviluppo, alla progettazione, alla realizzazione, all’adeguamento, alla gestione, alla manutenzione e all’uso degli impianti e delle infrastrutture per l’esercizio dell’attività aeroportuale viterbese, da tempo non serve più a nulla.

Giova, infatti, ricordare che la Savit fu costituita a Viterbo per realizzare e gestire un piccolo aeroportino locale, e non il terzo scalo aeroportuale del Lazio, del quale si è cominciato a parlare solo dal 2007.

In ogni caso la novella del codice della navigazione del 2005 e 2006 ha escluso ex lege ogni tipo di realizzazione e gestione aeroportuale da parte di società costituite da enti pubblici locali, affidando a gare ad evidenza europea ogni attività di questo tipo. Ciò ha di fatto venir meno l’oggetto sociale della Savit che avrebbe dovuto, in buona sostanza, gestire lo scalo viterbese.

Inoltre, come è noto, la gestione del futuro scalo viterbese è stata affidata per legge alla società Aeroporti di Roma al fine di compensare la chiusura di Ciampino con l’apertura di Viterbo.

Adr quindi provvederà oltre che alla gestione, anche alla progettazione, alla costruzione e allo sviluppo del futuro scalo, così come previsto nell’accordo di programma stipulato tra la società e l’ente nazionale aviazione civile.

Perciò è ulteriormente scemata ogni possibilità di affidare alla Savit un ruolo attivo nella gestione dell’aeroporto. In un momento di grande crisi come questo, prima di perpetuare un’esperienza societaria che nulla potrà fare per realizzare il proprio scopo sociale sarebbe opportuno affidare all’organo di vertice dell’amministrazione comunale ogni valutazione in merito.

Magari anche alla luce di una verifica dell’attività svolta, dei bilanci e della funzionalità della Savit per quanto fatto sino ad adesso e per quello che potrebbe essere il suo sviluppo.

Maria Antonietta Russo
Alfiero Spadoni
Umberto Fusco
Capo gruppo e i consiglieri di Viterbo Vola

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