| L'incontro a sostegno di Morassut |
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| Roberto Morassut |
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| Fioroni, Morassut e Parroncini |
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| Allegrini e Arcangeli |
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| Al centro Donatella Ferrante |
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| Giuseppe Fioroni |
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| Giuseppe Parroncini |
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- “Quando s'inizia un lavoro, va portato a termine”.
A Viterbo per il Partito democratico è il giorno della mozione Franceschini e alla Domus La Quercia il rivale di Alessandro Mazzoli alla corsa per la segreteria regionale, Roberto Morassut, gli manda un messaggio chiaro.
“Sarebbe stato giusto – dice – che avesse portato a compimento il mandato e si fosse ricandidato alla Provincia. Per le stesse ragioni per cui sostengo la ricandidatura in Regione di Marrazzo”. Ma il profilo resta alto. Nessuno attacco diretto.
La sala è colma. Circa duecentocinquanta persone venute a sostenerlo. Dicono che doveva essere una riunione di routine. Poi si è trasformata in qualcos'altro. Ci sono tutti. A partire da Giuseppe Fioroni, Giuseppe Parroncini, Donatella Ferrante, oltre a Tiziana Lagrimino, presidente Pd del Lazio, Angelo Allegrini, Giulia Arcangeli, Alvaro Ricci. Tanto per citare quelli sul palco.
Se una risposta doveva esserci all'incontro dell'altro ieri, c'è stata. Mobilitazione. Per il segretario regionale. “Che ha lavorato bene – dice la Lagrimino – mettendo dentro giovani e dando spazio alle province”. Forse una risposta indiretta alle tesi di Mazzoli giovane e del ricambio generazionale.
Morassut è pronto a puntare su Viterbo. “In Regione ci sarà un cambio d'assessori – anticipa – Mazzoli è d'accordo a valorizzare una presenza del suo territorio? Spero di sì”. Riferimento a Giuseppe Parroncini. Che intervenendo, ha detto. “Serve un segretario che ascolti, ma poi decida con la sua testa”.
Inevitabile non parlare dell'appoggio esterno dato da Rifondazione a Mazzoli. “Un'ingerenza che non si era mai vista – osserva Parroncini – da parte di un partito che dopo avere condiviso quattro anni di lavoro in Regione, ora ha disconosciuto tutto, andando all'opposizione. Il rapporto va recuperato, ma nella chiarezza.
Noi diciamo sì a Morassut perché è una scelta forte, ha esperienza e ha una visione chiara e attenta del territorio”.
Parroncini ha spaziato dalla pubblicità: “La città è tappezzata di manifesti di Bersani. Esiste un budget, non vorrei si ripetesse quanto avvenuto per le Europee”. Fino agli immobili. “A Viterbo - continua – i Ds avevano 25 immobili, che non sono confluiti nel nuovo partito. Dovevano essere di tutti e non solo di una parte”.
Per Fioroni questo deve essere il congresso per rilanciare il partito. E non gli piace molto lo slogan scelto da Bersani, “Per dare un senso a questa storia”. Non va. “Perché il seguito della canzone di Vasco Rossi – ricorda, ma non canticchia – è: anche se questa storia un senso non ha. Noi invece non vogliamo dare un senso alla nostra storia. Noi ci siamo dentro. Il futuro è la nostra storia, sappiamo chi siamo e non serve ribadire da dove veniamo”.
Quindi la questione economica, le polemiche sul recente Meeting di Rimini e le alleanze. “Tema che riguarda anche la Provincia – osserva l'ex ministro – si faranno alleanza con chi sta con noi, condivide un'idea”.
Ma una battuta su Mazzoli non se la lascia sfuggire. “Prima avevo capito che si ricandidava in Provincia, poi ho scoperto che aveva deciso per la segreteria regionale. Ho piacere se viterbesi fanno strada. Ma le cose vanno messe in fila.
Prima ci sono le elezioni regionali e provinciali. Vincere è importante quanto la segreteria regionale. Forse di più. Adesso dovremo fare uno sforzo maggiore”.
La corsa a tappe forzate del Pd iniziata. Il 29 partono i congressi locali, fino al 30 settembre. Poi l'11 ottobre le convenzioni nazionali e regionali e il 25 le primarie. Ce n'è di strada. Prendere fiato e nervi saldi.
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