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Viterbo - Rea risponde a Mantuano (Movimento per l'Italia)
"Sportello sicurezza, preoccupatevi di informare i cittadini"
Viterbo - 28 agosto 2009 - ore 18,45

Riceviamo e pubblichiamo - E’ recente la notizia di una persona morsa da una vipera nei paraggi della sua abitazione.

Fin qui nulla di anomalo poichè nel Lazio la Vipera aspis è presente dagli Appennini fin sulla costa ed incontrarla rientra nei casi possibili quando ci si trova in ambienti naturali o al loro limitare.

Non è nemmeno anomalo che una persona morsa da un serpente pensi subito di esser stata morsa da una vipera, mentre è un dato noto che i morsi di vipera sono casisticamente un infinitesimo rispetto ai morsi di altre specie di serpenti che popolano le campagne e le città.

In genere accade che le persone, serpente ucciso alla mano, chiedano l’identificazione all’esperto (cioè ad un biologo o naturalista esperto di ofidi) scoprendo così di aver ammazzato un serpente innocuo, magari neonato, che per le sue piccole dimensioni e la livrea nocciola è stato scambiato per una vipera… oppure di aver ucciso addirittura un sauro senza zampe come un orbettino o una luscengola.

Comunque, se si è certi di esser stati morsicati da una vipera, le conseguenze non vanno affatto sottovalutate ma è necessario muoversi con cautela.

E’ utile sapere, anzitutto, che il siero antivipera è ora escluso dal libero mercato poiché il suo uso indiscriminato e la sua conservazione non idonea da parte dei privati avevano causato più morti e danni che lo stesso morso.
Proprio per escludere ulteriori incidenti, l’Agenzia italiana per il Farmaco (www.agenziafarmaco.it) ha stilato un protocollo di intervento medico che prevede anzitutto il ricovero immediato in ospedale per concludere con l’eventuale ricorso al siero.

E’ la stessa Agenzia a sostenere coma sia “impossibile fare una stima realistica del numero di pazienti intossicati da veleno di vipera… Il report annuale dei centri antiveleni Europei ha segnalato, relativamente al 1995, che l’1,3% di tutte le consulenze tossicologiche è riferito a morsi di animali, senza tuttavia fornire una distinzione tra vipere ed altri animali”.
L’Agenzia fornisce importantissime indicazioni protocollari di intervento:

“Quando un paziente è morso da un rettile è di fondamentale importanza tenere conto delle seguenti variabili:
1. il rettile potrebbe non essere una vipera;
2. se il rettile è una vipera (riconosciuta), potrebbe non aver inoculato il veleno (cosiddetto “morso secco”), o averne inoculato una dose ridotta.
Questo dato ha portato alla definizione di un protocollo diagnostico-terapeutico pressoché sovrapponibile in tutti i paesi, che partendo dal presupposto che “morso di vipera” non significa “avvelenamento da morso di vipera”, orienta al trattamento del paziente (sintomi e alterazioni ematochimiche) e non del veleno.”
e continua indicando come operare: “Innanzitutto, è fondamentale tranquillizzare il paziente e quindi:
• immobilizzare l’arto con stecca o altri mezzi di fortuna al fine di impedire i movimenti;
• trasportare il paziente al più vicino ospedale (per i pazienti che si trovano in zone impervie o lontane da un ospedale si rammenta di far riferimento al servizio 118 che provvederà con l’eliambulanza ad un trasporto rapido e protetto);
• evitare le manovre tradizionali quali laccio, taglio e suzione, che oltre a non essere efficaci possono causare danni iatrogeni della parte interessata ed aumentare la diffusione del veleno;
• evitare la somministrazione di siero (immunoglobuline di origine equina) al di fuori dell’ambiente ospedaliero per il rischio di shock anafilattico.”

L’incontro con i serpenti, ad ogni buon conto, non deve mai essere preso alla leggera anche se i meeting con essi sono rari poiché i serpenti temono molto l’uomo e, se possono, fuggono prima di incontrarlo. Le buone pratiche per prevenire tali incontri vanno dall’uso del bastone per far rumore prima di avventurarsi nei prati, fino al suggerimento di non bruciare alberi, arbusti o boschi, poiché la vipera abbonda nelle zone meno ombreggiate.

Christiana Soccini
Lav Onlus

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