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Tarquinia - L'assessore Ranucci risponde a Marzia Marzoli
"Tarquinia Lido, chiedevo solo una tregua"
Viterbo - 28 agosto 2009 - ore 17,50

Riceviamo e pubblichiamo - Ho letto che la signora Marzia Marzoli è rimasta sbigottita dalle mie dichiarazioni invocanti una specie di tregua alle continue notizie sullo stato di Tarquinia Lido, per non creare danno all’economia turistica, indipendentemente dai problemi reali che potevano essere affrontati in tempi diversi, con serietà e onestà intellettuale e soprattutto senza pregiudizi, anche da chi vede questa amministrazione con rancore e odio, come la signora in questione.

Se qualcuno non la conoscesse, questa signora è colei che in piena battaglia politica per la centrale a carbone augurava ai suoi interlocutori politici e ai loro parenti qualche visita dalle parti di viale Igea. Ma lasciamo andare, in quanto la classe non è acqua.

La signora Marzoli è rimasta sbigottita per le mie parole che riassumo nel caso qualcuno non le avesse lette: «ditemi in quale parte del mondo in piena stagione turistica avviene quello che a Tarquinia è quasi una prassi: quello di sparare a zero contro tutti e contro qualunque cosa, incuranti del danno che si può provocare agli imprenditori balneari, all’economia tarquiniese… facendo l’esempio della Versilia che denunciò la Rai solo perché sbagliò una previsione meteo».

Apriti cielo, la signora Marzoli da grande imprenditrice cosa fa? Se ne esce insultando e lamentandosi del lungomare buio e pieno di buche, del mare sporco e dell’aria irrespirabile.

Allora, cosa è da censurare: il mio appello ad avere una tregua, con la volontà comunque di impegnarsi per una profonda riqualificazione di Tarquinia Lido, o un articolo pieno di rancore della signora che di professione fa l’imprenditrice balneare.

Inoltre, chissà quale gioia ha generato negli altri imprenditori che hanno letto le verità dell’infallibile signora.

Nel mio appello non facevo nomi, non attaccavo nessuno e facevo anche autocritica per alcuni problemi non risolti, che provengono da lontano e non sono imputabili a questa amministrazione.

Al contrario la sua risposta è stata infarcita di rancore evidente, tanto da farsi del male da sola solo per il gusto di colpire chi vede come nemici e non persone con cui dialogare per risolvere i problemi.

Non volevo rispondere perché come amministratore – in proposito la cittadinanza non vede l’ora di vederla amministrare questa città, data la sua infallibilità - ho il dovere di non confondere le questioni politiche da quelle personali.

Negare, però, che quest’anno a Tarquinia Lido sono stati svolti interventi sostanziali, è negare l’evidenza.

Chiedo scusa alla signora Marzoli, che non condividerà le mie considerazioni e potrà avere così la possibilità di rivoltare nuovamente la sua proverbiale astiosità contro il sottoscritto o contro questa amministrazione. Tuttavia sappia una cosa: con il rancore non si è mai creato nulla.

Anselmo Ranucci
Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Tarquinia

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