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L'ultimo libro di Roberto Seccarello sarà presentato in occasione della visita del Papa del 6 settembre
"Papi e antipapi a Viterbo"
Viterbo - 27 agosto 2009 - ore 18,00

- Poche città, dopo Roma, possono aspirare a essere definite “città pontificie” per eccellenza.

È questo invece il caso di Viterbo per il ruolo assunto nel medioevo di sede dei successori di Pietro. Anche in epoche successive, però, i Papi troveranno nell’ “aula speciale della Chiesa Romana”, accoglienza generosa: luogo ideale per alleviare il peso del ”gran manto” e recuperare anche la salute del corpo.

Pur esercitando il ministero petrino in circostanze difficili, talvolta tragiche, i vescovi di Roma, con la loro presenza, hanno costantemente “confermato nella fede” il Popolo viterbese garantendo la stabilità e la continuità delle sue istituzioni ecclesiali e civili.

Sono questi gli aspetti che Roberto Saccarello, delegato per la Tuscia e Sabina del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio, si è sforzato di evidenziare attraverso il volume pubblicato in occasione della visita pastorale del Papa a Viterbo e che verrà presentato allo stesso Pontefice e alle autorità.

“L’autore – come ha voluto evidenziare il vescovo diocesano Lorenzo Chiarinelli, nella prefazione – offre cosi un contributo felice per cogliere lo stesso significato e valore della visita di Papa Benedetto XVI”.

La descrizione dei quarantanove pontefici che Viterbo ha accolto entro le sue mura - tra i quali è già incluso Benedetto XVI – è articolata in brevi profili biografici di carattere generale, inseriti in un contesto storico locale.

Di tutti i Papi sono riportate le effigi, tratte (da Zaccaria a Pio IX) dal celebre Album dei Papi di Joseph Hergernrőther.

Inoltre, rappresentando i papi del suo tempo – Alessandro IV, Urbano IV, Clemente IV, Gregorio X, Innocenzo V - sono stati evidenziati gli speciali rapporti che Bonaventura da Bagnoregio ebbe con ognuno di loro.

Alla lunga teoria dei legittimi successori di Pietro sono stati uniti anche i sei antipapi passati a Viterbo: Gregorio VIII, Vittore IV, Pasquale III, Callisto III, Niccolò V e Giovanni XXIII; a differenza dei Papi, però, non appare nel testo il loro ritratto.

Va sottolineato l’impeccabile aspetto del volume, equilibrato nel calibrare immagini non abituali ad altre già note, documenti d’epoca a fonti odierne, riproduzioni di monumenti ad altre testimonianze ( in particolare araldiche e numismatiche).

In appendice, infine, sono riportate breve notizie sulla storia e sulle istituzioni del Sacro militare ordine di San Giorgio, che ha patrocinato l’iniziativa editoriale. Il volume è stato realizzato con il contributo della Fondazione Carivit.

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