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- Italia chiama Bolivia.
“I figli della stessa terra. Saperi, acqua, beni comuni” è il tema dell’iniziativa pubblica – organizzata dalla Provincia, in collaborazione con l’associazione A Sud – che si svolgerà giovedì 1 ottobre alle 16 nella sala conferenze di palazzo Gentili.
Attraverso questa iniziativa si vuole aprire un dialogo e uno scambio di esperienze tra i due paesi sulla gestione partecipata dei beni comuni e di diritto allo studio, anche seguendo la strada della collaborazione.
Ad aprire i lavori sarà l’assessore all’Ambiente della Provincia, Tolmino Piazzai, a seguire gli interventi di Stefano Dell’Anna (Aucs), Giuseppe De Marzo (portavoce di A Sud), Benecio Quispe (direttore della facoltà di Sociologia ed ex rettore dell’Università pubblica di El Alto - Upea), Laura Greco (A Sud), Saul Torrico Montano (leader della comunità Villas de Chilimarca e dei comitati per l’acqua), quindi la proiezione del video “Progetto Chilimarca: una alternativa di gestione partecipata delle risorse idriche”.
Sono stati invitati anche il rettore dell’Università della Tuscia Marco Mancini e il presidente della Talete Roberto Corbo.
“Il tema della partecipazione – dice l’assessore alla Pace e partecipazione, Giuseppe Picchiarelli – per noi è molto importante.
E ciò che hanno fatto le realtà boliviane presenti all’iniziativa pubblica è la chiara e netta dimostrazione dei risultati che si possono raggiungere seguendo questa strada.
Una strada che guarda negli occhi i diritti dei cittadini e i beni comuni: per questo siamo convinti che la testimonianza che porteranno sarà uno stimolo.
E naturalmente è anche un’esperienza da valorizzare”.
“La presenza di rappresentanti dell’Università pubblica di El Alto – continua l’assessore all’Ambiente, Tolmino Piazzai – non è casuale, si tratta infatti di una realtà molto particolare, essendo l’unica boliviana ad avere un sistema di voto universale e dove ad eleggere le più alte cariche accademiche sono gli stessi studenti.
Ha avuto inoltre un ruolo fondamentale sui beni comuni, con l’esclusione delle multinazionali dell’acqua e del gas nel 2003, l’elezione del primo presidente indigeno dell’America latina, Evo Morales, e la nazionalizzazione degli idrocarburi due anni fa”.
Anche la comunità di Chilimarca è stata tra i principali artefici della guerra dell’acqua, a Cochabamba, riuscendo poi a vincere sui privati che tentavano di tornare nella gestione del servizio idrico.
Grazie a questa battaglia, il progetto vincente – realizzato insieme ad A Sud - è stato a carattere partecipato, finanziato dall’Ato di Venezia con un centesimo di euro ogni metro cubo di acqua utilizzato dai cittadini.
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