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Riceviamo e pubblichiamo - E’ qualche giorno che La Destra è in silenzio.
Ma non lo è per motivi di contingenza o di opportunismo.
La Destra è in silenzio perché era intenta a osservare una città che rotola inesorabilmente verso il baratro.
Certo non è l’unica in Italia e nel mondo, si peccherebbe di presunzione anche nel male.
Ma noi siamo qui e questa nostra città ci interessa.
Da giorni si tenta di affrontare lo scandalo di una sanità regionale e quindi locale allo sfascio completo.
Se a Roma si chiudono, vergognosamente, ospedali, a Civitavecchia si uccide la sanità convenzionata lasciando sulle spalle dell’obsoleto e sempre più decadente Ospedale San Paolo l’intera salute cittadina e comprensoriale.
Questi sono i danni prodotti dall’Era Marrazzo.
Checché tenti disperatamente di accollare le colpe alla precedente giunta Storace.
La differenza sta solo in un fatto: Storace apriva gli Ospedali, Marrazzo li chiude.
E di qui lo scandalo della Clinica Siligato, quello del Centro Crocchianti e via dicendo dove, a onor del vero il Sindaco si sta impegnando in prima persona.
E gliene diamo atto perché si deve dare a Cesare quel ch’è di Cesare.
Ma se da Cesare passiamo al cesarismo le cose poi si complicano.
Abbiamo letto della variazione di Bilancio approvata prima in giunta e poi in aula consiliari. Variazione che non prevedeva e non permetteva emendamenti.
Certo, non è una formula prettamente democratica, ma il cesarismo questo prevede.
E noi, che della cultura romana siamo cultori, non potremmo che approvare.
Se non fosse altro che una città non è un porto.
Una città è cosa pubblica mentre un porto è cosa privata o semi privata.
Per questo abbiamo sempre apprezzato il Moscherini Presidente dell’Autorità portuale, e chi più di noi Storaciani doc non lo ha apprezzato in quel periodo.
Ed è per questo che non lo apprezziamo come sindaco ferme restando le capacità personali dell’uomo e del professionista.
23 milioni di variazione sono tanti.
Ma se ben gestiti e investiti sono una mano santa per la collettività.
Il problema è che questi 23 milioni arrivano, quasi tutti o in buona parte, dal colosso Enel.
E allora ci domandiamo ma a Civitavecchia chi comanda, il sindaco eletto dal popolo o l’Enel?
Perché è ovvio e scontato che, da che mondo e mondo, chi mette i soldi comanda. E questo non è una bella cosa per la città.
L’Enel paga perché paga il dazio di una centrale a pochi metri dal centro abitato, paga per il carbone che arriverà, paga per un questo gruppo di cui resta oscuro il suo utilizzo.
Sì l’Enel paga, ma sempre con i nostri soldi. Non ci ridà altro che i nostri soldi. Ergo, non tira fuori il becco di un euro.
Detto questo passiamo all’utilizzo dei fondi.
E subito salta agli occhi lo stanziamento spropositato per la cultura.
Intendiamoci, per La Destra la cultura è di fondamentale importanza.
Un popolo ignorante è ammaestrabile uno colto fa le rivoluzioni.
Noi non vogliamo che i civitavecchiesi fossero degli analfabeti. Però siamo in tempo di crisi economica. Siamo in pieno recesso. E non è il solito allarmismo complotti sta.
La città,come il resto d’Italia è “alla frutta”. Peccato che la frutta non c’è.
Sono decine e decine gli italiani che vanno alla Caritas a ritirare pacchi alimentari perché non ce la fanno più.
Sono decine le persone che crollano sotto il peso del mutuo bancario.
Sono decine le persone in emergenza abitativa.
Sono decine gli anziani e i giovani che si vedono costretti a rubare nei discount generi alimentari.
Signori amministratori, ma queste cose le vedete? Le conoscete.
Le case per affrontare l’emergenza abitativa non ci sono, ma perché le persone invece continuano a sfondare e a occupare case popolari? Ma allora ci sono.
E perché il comune dice il contrario?
Cosa fa l’amministrazione per gli indigenti, per vecchi soli e abbandonati e senza un centesimo?
E per i giovani? Dove sono le multisala, le discoteche, i luoghi di ritrovo e svago?
E poi ci si lamenta del bullismo?
Che fine hanno fatto i lavori di Fiumaretta? E il parco di Fiumaretta che è divenuto un discarica?
E le strade piene di buche?
E La Marina che sta letteralmente sprofondando?
E questi non sono che alcuni dei problemi della città. Ce ne sono decine e decine.
E cosa si fa con la variazione di bilancio?
Si stanziano quasi 2 milioni di euro per la cultura?
Ripetiamo, la cultura è importante, ma lo è di più affrontare la crisi spaventosa che stiamo vivendo e che diventerà sempre più spaventosa.
Caro sindaco, un consiglio, torni a essere quello che era al Porto e prenda le redini in mano. Da solo, senza pretoriani.
I civitavecchiesi l’hanno votata per questo, perché speravano in una svolta.
Altrimenti non potremo far altro che assistere alla fine comune a tanti Cesari, quella di soccombere ai propri pretoriani.
La Destra Civitavecchia
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