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Viterbo - Lettere - Michele Savi scrive a Marini
"Caro sindaco faccia qualcosa di meglio"
Viterbo - 27 settembre 2008 - ore 16,30

Riceviamo e pubblichiamo - Gentile signor sindaco,

chi le scrive è un ragazzo di 32 anni?o forse, visto che ho studiato fino a raggiungere una laurea e lavoro da quindici anni dovrei dire che chi le scrive è un uomo, e come uomo scrivo direttamente al sindaco della mia città per dire che sono da sempre molto sensibile ai problemi dell'ambiente. Direi anzi, più che sensibile.

Quando ho vissuto a Berlino sono rimasto molto sorpreso di poter lasciare la plastica, il vetro e la carta semplicemente nel richiastro del mio palazzo, e se avevo le mani piene di busta la porta si apriva automaticamente, con mia grande gioia.

Anche in Francia sono rimasto altrettanto sorpreso di aver trovato lo stesso sistema di raccolta dei rifiuti, un sistema agevole, sistematico e sicuramente molto fruttuoso per tutti quelli che nel campo del riciclaggio hanno trovato un posto di lavoro economicamente valido oltre che dignitoso.

Quando però sono tornato a vivere nella città in cui sono nato, a Viterbo... che malinconia.

Abito in Piazza Verdi dove non esiste neppure un'isola per il riciclaggio, per la mia casa pago un mutuo come tanti ( e mi va benissimo ), verso puntualmente nelle casse comunali una sostanziosa tassa sullo smaltimento dei rifiuti, non uso l'automobile quindi non produco CO2 e uso la bicicletta perché la situazione dei mezzi di trasporto pubblici è sotto gli occhi di tutti, e la uso a rischio della vita perché gli automobilisti viterbesi se vedono un cittadino in bici pensano che sia un alieno e provvedono immediatamente a sterminarti.

Cittadini maleducati? Può darsi. Del resto, di piste ciclabili neanche l'ombra e quindi uno si arrangia come può.

Fatto sta che la nostra Amministrazione sembra preoccuparsi più dell'uso improprio delle panchine (pagate peraltro con i soldi pubblici) e di inventarsi multe per un panino mangiato sulle scale di un monumento che di un vero e proprio investimento sul futuro come, ad esempio, una reale politica di riciclaggio rifiuti.

Possibile che in tutto il bacino di utenza di Piazza Verdi non sia possibile riciclare un rifiuto che sia uno? Vi serve un addetto specializzato che faccia il punto della situazione o basta la lettera di un semplice cittadino come me che, tra l'altro, si sente pure preso per i fondelli quando cammina per la città e vede i cartelli con su scritto : "Pensiamo a differenziarci" e, appunto, si differenzia e pensa a quanto meglio sarebbero stati investiti i denari della pubblicità se la città li avesse impegnati in sistemi di riciclaggio capillari, pratici, e soprattutto all'altezza della
situazione.

Due posti macchina in meno in Piazza Verdi a favore di un paio di isole del riciclaggio significherebbero un servizio migliore per tutti coloro che, non avendo una macchina con cui trasportare la spazzatura fino a destinazione, potrebbero finalmente realizzare il mito del riciclaggio di cui si favoleggia nei cartelli pubblicitari.

La prego, signor sindaco, faccia qualcosa di meglio per la città.

Qualcosa di meglio, ad esempio, di quel posacenere gigante telecomandato posto all'inizio di Viale Marconi, reso ancora più orribile da due transenne posticce che impediscono l'accesso non solo alle auto ma anche alle mamme coi passeggini (che bell'esempio di lungimiranza!): possibile che a nessuno sia venuto in mente di metterci uno dei tanti vigili urbani dotati di una economicissima paletta che invece sono in giro per parcheggi a portare altri soldi nelle casse del Comune, soldi che spero non siano investiti in ulteriori mostruosità elettroniche dal costo elevato o in campagne pubblicitarie che dicano "Io la pizza la mangio a casa!".

Il problema è davvero nei panini consumati all'aperto o, per citare l'ordinanza di un suo collega, negli abiti succinti? O non è forse nella carenza di spazi verdi dove ci si possa sdraiare tranquillamente dopo il lavoro come accade nelle altre città europee, con accanto i propri bambini, magari mangiando un gelato, o un panino, o lanciandosi il freesbee? Non è nella carenza di alberi, piante, spazi verdi che non siano le terribili aiuole in Piazzale Gramsci (allagate ogni notte mentre le fontane languono) di cui nessuno può fruire e abbellite di piante che curiosamente, vengono invasate e svasate a ritmi surreali, immagino con un notevole costo per l'Amministrazione?

Non è forse nel Giardino Comunale che da anni è invaso dai parassiti senza che nessuno alzi un dito mentre si compongono rotonde e aiuole fiorite un po? ovunque?

E se il cittadino è maleducato, non sarà forse anche responsabilità dell'offerta culturale della Città che, fatte salve alcune lodevoli quanto sporadiche eccezioni, chiamare carente è ancora un complimento?

L'Italia, per anni, è stata il punto di riferimento nel mondo per il suo ideale di bellezza architettonica, paesaggistica e culturale che ha esportato ovunque. Come è successo che ci siamo così allontanati dalle nostre radici?

Ci pensi, signor sindaco. Una città vivibile, a misura d'uomo, pulita e soprattutto libera è a portata di mano. E non è un'utopia. Basterebbe saper guardare un poco oltre il confine delle mura cittadine e, soprattutto, un poco più in là del nostro naso.

E, forse, cominciare a gestire la città con lo stesso amore e la stessa sapienza nell'amministrare i denari con cui le nostre nonne facevano quadrare la pulizia della casa, l'educazione dei figli e il bilancio familiare, anche quando i soldi erano pochi.

Michele Savi

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